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 2003  gennaio 30 Giovedì calendario

AURELI

AURELI Emanuela Terni 27 maggio 1973. Imitatrice. Nel 2009 ha partecipato a Ballando con le stelle • «’Da grande mi vedrete in tv” profetizzava da bambina ai genitori. ”Ho sempre fatto le imitazioni di tutti quanti, da Albano a Romina a mia zia. A cinque anni ero già la burlona del gruppo. Il primo passaggio televisivo alla Corrida: mia madre mi aveva iscritto al provino, non solo l’ho passato, ma ho pure vinto la puntata. Da quel momento ho cominciato. Prima con Paolo Bonolis nei Cervelloni e poi con Carlo Conti, il primo in assoluto che ha creduto in me, in Aria fresca. Quindi Domenica in, prima con Mara Venier e poi con Fabrizio Frizzi. Grandi soddisfazioni, anche se la gente non mi riconosceva, visto che ero sempre travestita. stato Maurizio Costanzo, il mio angelo custode, a farmi fare il grande salto in Buona domenica» (Laura Piazzi, ”Tv7” n. 20/1999) • «L’aveva detto da bambina, ”Io finisco lì”, indicando il televisore. Aveva 5 anni, un naso già fuori misura, occhi vispi, corpo slanciato ma gambe che finivano in caviglie bulimiche. Esagera lei: ”Una cozza”, espressione romanesca che fulmina le bruttine. […] Una novella Loretta Goggi, un Alighiero Noschese in gonnella, oltre che attrice, comica, voce radiofonica. Eppure, prima di essere scelta come concorrente a Ballando con le stelle (Raiuno) Emanuela Aureli non esisteva, nascosta com’era dietro le parodie di Mina, Venier, Al Bano, Carrà, Lambertucci, Carla Bruni, Bertè, Irene Pivetti e molti altri. Rumba e cha-cha-cha l’hanno liberata dalle maschere e da molti complessi […] ”Sono fissata con l’igiene quasi a livello patologico. Non voglio la colf, mi fido solo di me. uno dei miei difetti. […] Sono permalosa, io posso giocare sulle mie mancanze, ma agli altri non lo consento […] Mia sorella è molto più bella di me. Da ragazze guardavano lei e ignoravano me. Però ho sempre rimorchiato di più io. Ho avuto amori e spasimanti, evidentemente uomini amanti del genere horror. […] Da giovane ero piena di complessi. I Pooh e i Duran Duran erano niente. Ho un condominio di complessi, e io sono la portiera, cerco di metterli d’accordo e non mi becco neppure la mancia. […] Da bambina avevo chiare due cose: andare in tv e sposare un medico. […] Di solito si dice che i genitori vivono per i figli. Io sono l’eccezione che conferma la regola. Io vivo per loro. Per me sono tutto”» (Stefania Berbenni, ”Panorama” 26/3/2009).