Varie, 30 gennaio 2003
Tags : Brian Auger
Auger Brian
• Londra (Gran Bretagna) 18 luglio 1939. Pianista. Tastierista. Organista • «Protagonista della scena rock/jazz dei Sixteen & Seventy, celebre sopratutto quando lavorava con la vocalist Julie Driscoll e i Trinity [...] ”La musica è la mia vita, il primo pezzo l’ho suonato su una pianola giocattolo a 3 anni e con una mano sola”, racconta parlando, da londinese trasferito in California, un buon italiano imparato in più di trent’anni di matrimoni con una sarda che lo andò a sentire in concerto. [...] ”I miei fan non sono tutti vecchietti. Mi considerano il ’padrino’ dell’acid jazz che oggi è di moda. Molte giovani band hanno campionato alcuni miei pezzi e così ai miei concerti vengono anche i ragazzini [...] Nel ’77, mi sentivo cadere in un oceano popolato solo da manager e discografici pescecani. Per un anno intero non ho toccato uno strumento. Il primo concerto che tenni dopo quel ritiro durò 8 ore: non ne volevo sapere di scendere dal palco. Decisi di prendere tutto sotto il mio controllo e di lavorare solo con persone che la musica la considerano una forma d’arte, non un mezzo per fare soldi”. Ascolta di tutto, ”compresa l’opera e la classica”, convinto com’è che ”i generi musicali in fondo non esistono perchè la musica si divide in due sole categorie: buona e cattiva. Le mie radici comunque sono nel jazz di Duke Ellington”. Non tutto quel che ascolta gli piace: ”Il rap e l’hi hop mi annoiano. E il pop di Britney Spears o di Christina Aguilera pure. Il mercato è saturo al 95% di schifezze: alla creatività si preferisce l’immagine”. Tra i suoi preferiti i nomi più diversi: ”Earth, Wind & Fire, Beastie Boys, Nirvana, Bon Jovi”. Ma un unico vero eroe: ”Miles Davis”» (Gloria Pozzi, ”Corriere della Sera” 14/5/2001).