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 2003  gennaio 29 Mercoledì calendario

Atkinson Rowan

• Newcastle-upon-Tyne (Gran Bretagna) 6 gennaio 1955. Attore. Famoso per aver interpretato la serie tv Mr. Bean • «Grande, grandissimo attore comico, ultimo lampo nella impietosa penombra della tv, anche se il suo personaggio assomiglia più ad una puzzolente scintilla da corto circuito […] Si è formato sulle tavole dei teatri di Oxford e poi nella sezione “Fringe” (la parte più creativa e sperimentale) del Festival di Edimburgo. Nel 1978 è arrivato in tv, e da allora fa sghignazzare il pubblico della Bbc. Ha vinto premi, ha scritto ed interpretato The Black Adder, una straordinaria (e intraducibile) situation tragedy. Infine, dopo una fugace collaborazione con i Monty Phyton, dall’accoppiamento tra l’umorismo trash tipicamente inglese e l’espressività universale della sua faccia, dal matrimonio tra la sua tv e il suo teatro è nato Mr. Bean» (Gualtiero Peirce, “Il Venerdì” 14/2/1997) • «[...] Il primo film, in cui Bean, fedele alla sua identità di “disaster area” semovente, ne combinava una dietro l’altra alle prese con un inestimabile quadro, aveva sbancato i botteghini nei cinema di tutto il mondo, incassando qualcosa come 165 milioni di sterline. Un bel salto, per un personaggio nato su un palcoscenico al festival di Edimburgo all’inizio degli anni Ottanta e poi stranamente accantonato per alcuni anni dal suo creatore. Rowan Atkinson si descrive come una persona “decisamente seria”. Quindi perfettamente in linea con la tradizione degli attori comici che, nella vita reale, sono esattamente l’opposto di come appaiono sul grande schermo: “Quando mi sento rilassato, a mio agio con gli amici, posso arrivare ad essere piuttosto divertente. Insomma, per intenderci, non ho niente a che vedere con un personaggio come Robin Williams, sempre esilarante”. Con il personaggio che gli ha dato la fama, Atkinson diceva di coltivare un rapporto sereno: “In genere il pubblico chiede a un attore che faccia sempre la stessa cosa, che la faccia bene, e che continui a farla per il resto della vita. Il ruolo di Mr.Bean mi è molto piaciuto [...] Bean è un bambino in un corpo di adulto. Non riesce a trattenersi dall’interferire e combinare pasticci. Ecco perché i bambini si identificano con lui. Gli manca qualsiasi affettazione sociale” [...]» (Maria Chiara Bonazzi, “La Stampa” 29/11/2005).