Giuseppe Scaraffia, ཿCorriere della Sera, 9/7/97, 9 luglio 1997
Superstizione. James Joyce, molto superstizioso, badava a come erano messe le posate e a come gli versavano il vino
Superstizione. James Joyce, molto superstizioso, badava a come erano messe le posate e a come gli versavano il vino. Nell’imminenza dell’uscita dell’Ulisse, mentre si trovava in un ristorante, seppe dal suo accompagnatore Robert McAlmon, peraltro ubriaco, che un topo aveva sceso di corsa le scale cominciò ad urlare "Dove? Dove? un cattivo presagio!", quindi impallidì, si precipitò fuori dal ristorante e svenne. Nora, la moglie, pensò prima di sgridarlo poi, venuta a sapere della superstizione del marito, si commosse e lasciò perdere.