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 2003  gennaio 29 Mercoledì calendario

Trussardi Francesco

• 16 gennaio 1974, Telgate 26 gennaio 2003 (incidente stradale) • «Primogenito di Nicola, l’imprenditore della moda. Come il padre, che perse la vita in un incidente stradale alle porte di Milano, anche lui ha trovato la morte in auto, sulla sua amata Ferrari, modello 360, una macchina per la quale aveva una passione smisurata. […] Dolce ma schivo, lavorava dodici ore al giorno, a Milano, nel quartier generale dell’azienda, ma poi la sera fuggiva a Bergamo, la città che amava e dove si rifugiava per rilassarsi. Esperto di economia (aveva preso un master alla Bocconi), non nascondeva la sua passione per le moto e la Ferrari. In camera sua teneva sempre un modellino della fuoriserie di Maranello. ”Lo ammetto, ho un debole per la velocità” diceva spesso. E, per tragica fatalità, sulla Ferrari ha trovato la morte» (Laura Asnaghi, ”la Repubblica” 27/1/2003). «Un ragazzo mite, che parlava piano, che spesso arrossiva e con una ferita, la tragica morte del padre, ancora molto viva. A quel padre che lo voleva delfino nell’azienda, che lo portava sempre nelle trasferte in Giappone (mercato strategico per il levriero), rimbrottandolo se perdeva tempo nelle concessionarie di moto, era legato da un filo intenso […] La passione per la velocità e il gusto per la sfida. Era uno dei tanti collanti che univano padre e figlio, a cominciare dalla incredibile e oggi profetica somiglianza fisica: biondi, occhi chiari, filo di barba fluttuante, simpatica inflessione bergamasca. Nicola guidava personalmente l’aereo ma apprezzava anche le MV Agusta, bolidi quasi da competizione. Francesco non aveva il brevetto da pilota ma per le moto stravedeva […] Tutti e due appassionati di Formula Uno: il papà grande amico di Niki Lauda, il figlio compagno di piacevoli serate, non soltanto sportive, con Eddie Irvine e tante belle ragazze. Entrambi con un curriculum universitario economico e con una spiccata attitudine, pur in un confronto ancora impari, al rinnovamento. Nicola è stato il primo nel mondo della moda a capire l’esigenza di differenziare e accorpare, ricevendo sguardi allibiti quandò prefigurò la nascita dei pool del lusso, poi puntualmente avvenuta. Francesco, messo subito dalla madre in plancia di comando economico-finanziario, ha fatto ricredere le cassandre che giuravano sul sicuro squagliamento dell’azienda. Invece il ragazzo, con il dovuto sostegno, si è dimostrato abile nel gestire il passaggio e nell’incrementare via-via la forza della pelletteria e degli accessori, vera storica risorsa della casa. […] Al padre, cui non si è mai perdonata (contrariamente ad altri suoi colleghi) l’antica amicizia con Bettino Craxi, la morte ha regalato un tardivo quanto peloso riconoscimento generale di talento e onestà. Al figlio la tragedia non aggiungerà nulla. Per tutti era un bravo ragazzo, promettente erede d’una famiglia ricca di denaro ma anche di educazione e normalità» (Gian Luigi Paracchini, ”Corriere della Sera” 27/2003).