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 2003  gennaio 28 Martedì calendario

Doldi Michele, di anni 6. Un fratello, Matteo, di anni 2. Da quando i suoi genitori si erano separati, viveva con la madre, Cardellicchio Lucia, di anni 28, viso da bambina, domestica a ore, e il nuovo amante di lei, Carnieli Gianluca, di anni 36, operaio chimico, amico di famiglia, suo padrino al battesimo

Doldi Michele, di anni 6. Un fratello, Matteo, di anni 2. Da quando i suoi genitori si erano separati, viveva con la madre, Cardellicchio Lucia, di anni 28, viso da bambina, domestica a ore, e il nuovo amante di lei, Carnieli Gianluca, di anni 36, operaio chimico, amico di famiglia, suo padrino al battesimo. Della nuova sistemazione era gelosissimo suo padre, Doldi Marco, di anni 29, piastrellista a cottimo, un centimetro di capelli. Costui, per sfogarsi, s’era dato al tirassegno e aveva comprato una pistola. Non giudicando sufficienti le distrazioni, nella notte di martedì si piazzò sotto la sua ex casa. Intorno alle 5 avvistò il Carnieli, che usciva per il turno del mattino: gli puntò la pistola alla testa, lo fece salire in auto e lo portò in campagna. Provò a sparargli, ma nel buio lo mancò: quello riuscì a fuggire brandendo un cric. Furioso per il fallimento, il Doldi tornò alla sua vecchia casa, spaccò il vetro del salotto e si trovò davanti l’ex moglie. Lei riuscì ad ammansirlo, ma non a levargli la pistola. Si mise poi a scaldare il latte per Matteo, che nel frattempo s’era svegliato e stava in braccio al padre. Suonarono i carabinieri. Il Doldi si chiuse in camera coi figli, promettendo alla Cardellicchio di star tranquillo. Invece, un minuto dopo, uccise Michele con un proiettile al cuore, ferì al polmone sinistro Matteo e si sparò alla tempia. In un palazzo popolare di via Battaini Masperi, dietro solo campi, periferia di Crema, Cremona.