Laura Laurenzi, ཿla Repubblica 25/1/2003, 25 gennaio 2003
Tic. «La cravatta di lana a nodo grosso con l’abito elegante, la parte sottile che spunta sempre da quella più larga
Tic. «La cravatta di lana a nodo grosso con l’abito elegante, la parte sottile che spunta sempre da quella più larga. Lo stivaletto alto di camoscio, spesso obbligatorio per i traumi subiti, abbinato al gessato, sempre e solo di grandissimo taglio. Caraceni dunque, quello di Roma. Le camicie button down con le punte slacciate. Il piumino imbottito color tortora o grigio argento senza maniche allo stadio, oppure il giaccone con i ganci sopra i jeans e il pullover norvegese di lana grossa, quando nella tribuna autorità i vip e i potenti affluivano in cappotto di cammello. Lo smoking rigorosamente blu e mai nero, con i revers a lancia e la scarpa Tods. I suoi tic ne fanno forse il più grande dandy italiano del Novecento, con la differenza che - diversamente da quanto accade con i dandy - Gianni Agnelli ha sempre cercato di essere più casuale (non casual) possibile. Ha sempre fatto apparire ogni gesto come del tutto naturale: assolutamente non azzimato» (Laurenzi).