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 1997  febbraio 19 Mercoledì calendario

Moliére. Un libello anonimo del 1688 curato e tradotto da Cesare Garboli racconta le avventure erotiche dell’attrice Armand e Béjart e del suo illustre marito Moliére

Moliére. Un libello anonimo del 1688 curato e tradotto da Cesare Garboli racconta le avventure erotiche dell’attrice Armand e Béjart e del suo illustre marito Moliére. Lei, piccolina, ben fatta, occhi scintillanti e pieni di fuoco, conobbe Moliére quando aveva venti anni. Poiché lo scrittore aveva avuto una relazione con la madre della ragazza, tale Madeleine, i maligni dicevano che fosse sua figlia. I due si sposarono, tuttavia la fama del commediografo, a sentire l’autore del libro, "attirò a sua moglie molti più spasimanti che non quelle pretese grazie che l’hanno in seguito resa così superba e così scostante". La lista degli amanti iniziò a ingrossarsi: l’abate Richelieu, il conte di Guiche, il conte di Lauzun ecc. Finché Richelieu, ingelosito, la fece spiare e intercettò una lettera piena di passione inviata al gelido conte di Guiche. La missiva finì naturalmente nelle mani di Moliére, che prima s’infuriò, poi s’intenerì ottenendo come unico risultato una maggiore segretezza della moglie nel ricevere i suoi amanti. Il dolore pervertì le passioni di Moliére: c’era un ragazzetto nella sua compagnia, il tredicenne Baron. Il commediografo se lo prese in casa, "non lo lasciava mai nella speranza d’esserne il solo possessore". Invece proprio Armande "decise di farne per sé un piacevole diversivo". Commento dell’anonimo: "Era scritto in cielo che lui sarebbe stato becco in ogni maniera" (da La famosa attrice, Adelphi).