Simonetta Robiony, "La STampa" 24/01/2003, pagina 29., 24 gennaio 2003
Mario Longardi, signore riservato, addetto stampa, confidente e suggeritore di Federico Fellini. Racconta che il regista «era un uomo animato da grandissima curiosità
Mario Longardi, signore riservato, addetto stampa, confidente e suggeritore di Federico Fellini. Racconta che il regista «era un uomo animato da grandissima curiosità. Lo attirava tutto: i medici e i maghi, le donne e gli uomini, i delitti e il circo» e di ogni cosa parlava «mescolando invenzione e realtà». Autentico l’incontro con Ingmar Bergman, quella volta che il produttore Martin Paul voleva convinvcerlo a fare un film a quattro mani: "Duetto d’amore". Si videro a cena: «Bergman non amava il cibo e questo aveva peggiorato l’umore di Fellini, buona forchetta. La conversazione langue, il produttore si fa pallido, il progetto si dissolve». Da quella serata nacquero due film diversi: "La città delle donne" di Fellini e "L’adultera" di Bergman». Autentico anche l’incontro con Michelangelo Antonioni a casa di Francesco Rosi. Antonioni, che aveva finito di girare "Zabriskie Point", era stato fermato a Fiumicino: i cani antidroga avevano fiutato un po’ di marjuana nascosta nella scarpa. Su richiesta della moglie di Rosi, Fellini intervenne per sdrammatizzare: «Si leva una scarpa e la porge ad Antonioni: "Michelangelo, fumi"?ª