varie, 24 gennaio 2003
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Kelly Craig
• Illinois (Stati Uniti) 16 giugno 1966, British Columbia (Canada) 21 gennaio 2003 (travolto da una valanga mentre guidava in escursione un gruppo di appassionati freerider sul Durrand Glacier). Figura leggendaria nella storia dello snowboard, fra i pionieri di questa disciplina e forse il principale artefice, sul finire degli anni 80, della sua esplosione: sportiva, mediatica e commerciale. «Stava alla tavola da neve come Michael Jordan ai canestri da basket. Insieme al norvegese Terje Haakonsen, era considerato il più spettacolare acrobata dello snowboard di tutti i tempi, capace di evoluzioni straordinarie e inimitabili: per tutti gli appassionati era un mito, l’ambasciatore principe di questo sport, un vero e proprio messia del freestyle. Il suo stile, le sue idee e la sua passione hanno enormemente contribuito a definire lo snowboard, influenzando in modo decisivo questo sport. Non a caso Jake Burton Carpenter, colui che nel ’77 aveva lanciato sul mercato la prima tavola da snowboard, lo aveva ingaggiato nel suo team professionistico e Craig era diventato immediatamente il testimonial principe di quella che da sempre è l’azienda leader mondiale del settore. Aveva conosciuto lo snowboard giovanissimo e proprio grazie a lui, negli States, era scoccata la scintilla che aveva innescato il boom del surf da neve. Quattro volte campione mondiale professionistico di half pipe, quando ancora la Federazione internazionale sport invernali (Fis) non aveva riconosciuto ufficialmente lo snowboard, tre volte vincitore degli Us Open Championship e altrettante dell’ambitissimo Baker Banked Slalom, si fece ammirare anche in Italia: la prima volta nell’88, a Bormio, quando nella coppa del Mondo Isf fu terzo in un superG, che però amava meno del freestyle. Cessata la carriera agonistica, che non aveva conosciuto lo storico momento del debutto olimpico di Nagano per sua espressa scelta, era diventato guida alpina, mettendo a disposizione degli altri la sua esperienza e la sua passione per la montagna. Si divideva tra le località di Mount Vernon, nello stato di Washington, e la canadese Nelson, doveva abitava per buona parte dell’anno, insieme alla giovane moglie Savina e alla figlioletta Olivia» (’La Gazzetta dello Sport” 23/1/2003).