Varie, 23 gennaio 2003
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Hantuchova Daniela
• Bratislava (Slovacchia) 23 aprile 1983. Tennista. «Occhi verdi, molto talento e poca carne: di profilo pare il tratto di carboncino di uno stilista, elegantissimo e quasi emaciato, la silhouette di una bionda Audrey Hepburn del tennis. Dei suoi delicati 181 centimetri di altezza, misuratori occulti sostengono che ben 106 spettino alle sole gambe. Un compasso così largo, da giraffa, le serve tanto per disegnare accurate traiettorie sul campo quanto per affascinare i tennis-voyeur su un paio di set fotografici e sulla passerella dove, truccatissima, hanno tentato di catapultarla nel ruolo di antagonista chic della Kournikova – l’ex Lolita sempre allupante ma ultimamente un po’ impappagorgita. Daniela, a dire il vero, preferirebbe fungere da rivale delle due sorelle Williams sui campi da tennis, ma […] i suoi 56 chili sono pochi per fare argine ai quasi 73 di Venus, capace di scagliare da un’altezza di 185 centimetri prime palle di servizio a 201 all’ora. […] Attendiamoci quindi di vedere le timide clavicole, i pettorali esangui di Daniela caricati di muscoli, gonfiati dalla panca e dai bilancieri. Il tennis non è più, e da tempo, uno sport per ragazzine, ma per virago palestrate; il successo delle Williams Sisters, le azioni in crescita della certo non esile Clijsters, ne sono la testimonianza più convincente. Attenzione però a non esagerare: il tennis di Daniela ha equilibri intelligenti, basati su fosforo e agilità, non violentabili. A snaturarsi in body-builder del resto provò già in passato un’altra leggiadra come la Sabatini, con pessimi risultati, sia sul piano estetico sia su quello cinicamente agonistico» (Gianni Clerici, “la Repubblica” 22/1/2003). «Da lassù, la vita deve sembrarle un campo da tennis infinito, senza righe né perimetro. Da lassù, arrampicata in cima ai 111,76 centimetri di gambe che forse non sono un record soltanto per il tennis, persino Anna Kournikova (ferma a 99 cm) pare una nanerottola imbellettata. […] Un cerbiatto emigrato da Poprad per conquistare il mondo, in attesa di centrare l’obiettivo (“Voglio diventare numero uno”) potrebbe essere un valido manifesto femminista: “Oltre le gambe c’è di più”. […] La nuova Kournikova? L’ultima Betty Grable di uno sport che brucia personaggi come cerini ed è alla disperata ricerca di nuovi idoli, ben consigliata dai manager dell’Img ha già deciso di no, perché la sindrome di Anna (molte copertine ma pochissimi match vinti: fuori da Wimbledon al primo turno con lite con cronista della Bbc incorporata) è un virus contro il quale le nuove leve di tenniste-modelle hanno imparato a vaccinarsi. “Il paragone con la Kournikova è un’attrazione fatale alla quale è impossibile resistere. Me ne rendo conto, ma per fortuna oltre all’aspetto fisico, avete da scrivere anche sul mio tennis”. Perfida allusione: io sono ancora in corsa, lei è già in albergo a smaltarsi le unghie. Allevata da nonna Helena, ex numero 1 slovacca, al Tennis Club di Bratislava, all’inizio dell’avventura da professionista ha avuto una guida d’eccezione: il tutor scelto dalla Wta per avviarla nella selva oscura del circuito fu infatti Martina Navratilova, una tipa che in quanto a dritte potrebbe tenere un comizio. […] Nigel Sears, il tecnico inglese che portò la sudafricana Amanda Coetzer al numero 3 del mondo nel 1997, intravede nel trampoliere biondo di Poprad doti rare. “Una sera le ho detto: continua ad allenarti, impegnati, corri. Tutto questo lavoro un giorno pagherà. Non so quando, se a Roma, a Londra o a New York, ma pagherà”. Lei gli ha puntato i fari azzurri negli occhi e gli ha detto: “Farò in modo che paghi questa settimana stessa”. Sette giorni dopo, strapazzando Martina Hingis, vinceva a Indian Wells il primo titolo Wta della carriera. “Questa ragazza ha un potenziale enorme”, dice oggi Sears come chiosa a un aneddoto che è già leggenda spicciola. Come il fatto che lei cerchi l’ispirazione suonando il pianoforte e guardando vecchie videocassette di Miroslav Mecir. […] Papà Igor, “scienziato” dei computer, e mamma Marianna, tossicologa, vigilano sulla gallinella. E dove non arrivano loro, entra a gamba tesa il fratello Igor, studente e all’occorrenza buttafuori» (“Corriere della Sera” 28/6/2002).