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 2003  gennaio 23 Giovedì calendario

MARCIANO

MARCIANO Francesca Roma 1955. Scrittrice, scrive prima in inglese e poi traduce in italiano, grandi consensi sulla stampa Usa («sa usare l’inglese con una musicalità propria della sua lingua materna»): «Cominciai con il romanzo Cielo scoperto, ambientato in Kenya dove avevo trascorso molti anni. Era la lingua di là, mi sembrò naturale usarla per il libro. Prima, negli anni Ottanta, vivevo a New York: c’ero andata per studiare il cinema, mi ero iscritta ai corsi di Lee Strasberg all’Actors’ Studio, lavoravo come free lance anche per la Rai”. [...] Giovanissima, debutta come attrice per Lina Wertmüller (Pasqualino settebellezze, 1975) e l’anno dopo recita nell’horror di Pupi Avati, La casa dalle finestre che ridono. ”Fare l’attrice però non mi piaceva. Il cinema, sì, mi piaceva, era un po’ una storia di famiglia: mio padre, avvocato, era amico di Pietro Germi, aveva difeso Pasolini nel processo per oscenità per l’episodio La ricotta. Ma a Roma ero scontenta, così decisi di andare a New York”. E lì nacque quasi per caso il film scritto e diretto con Stefania Casini, Lontano da dove, 1983, commedia sulla generazione perduta degli italiani in cerca di un quarto d’ora di celebrità nella Grande Mela. [...] Comincia a lavorare come sceneggiatrice, per Salvatores ( Turné), Verdone (Maledetto il giorno che ti ho incontrato), Benvenuti (Ritorno in casa Gori). ”Ma nei primi anni ’ 80 avevo scritto con Giosi Mancini un soggetto sui detenuti per terrorismo. A Rebibbia lavoravamo con Andrea Leoni e Paolo Lapponi a quello che poi, nel 1996, sarebbe diventato La mia generazione di Wilma Labate”» (Ranieri Polese, ”Corriere della Sera” 22/1/2003).