23 gennaio 2003
Tags : Faustino Asprilla
Asprilla Faustino
• . Nato a Tuluà (Colombia) il 10 novembre 1969. Calciatore. 26 gol in serie A, tutti per il Parma. «Arriva in Italia nell’estate del 1992, ingaggiato per 6 miliardi dal Parma, che ha battuto sul filo la concorrenza della Fiorentina. L’avvio è incerto; poi, a tratti, emerge un talento straordinario: rapidissimo nella sua morbida corsa di gazzella, è un’ala con cadenze imprevedibili. I suoi scarti improvvisi, i suoi dribbling sul filo dell’impossibile, i suoi gol da lontano ne fanno un fuoriclasse in sboccio. Nella primavera del 1993, tuttavia, quando le sue prodezze fanno volare il Parma fino alla finale di Coppa delle Coppe a Wembley, il primo caso: torna in Colombia per assistere la madre malata (che infatti morirà di lì a poco) e si ferisce gravemente a un polpaccio. Operato in ospedale, la sua versione - una bottiglia di gazosa caduta alla moglie gli ha fatto rimbalzare sul muscolo schegge di vetro - viene smentita dalla stampa locale, che racconta di una rissa per strada con un conducente d’autobus [...] L’avvio della stagione 1993/94 è esplosivo: sembra inarrestabile e Parma sogna lo scudetto col ”nuovo Pelé”, poi a novembre gli attribuiscono una storia d’amore non corrisposta con una sexy-star, lui nega ma il rendimento scema» (’Calcio 2000” ottobre/novembre 1997). «Uno dei migliori esponenti della scuola colombiana di tutti i tempi. stato un giocatore agile, tecnico e veloce, ma incostante nel rendimento anche perché incline alla bella vita. Messosi in luce nel torneo preolimpico del 1992, arrivò nel Parma di Nevio Scala dando subito prova dell’alta scuola di formazione da cui proveniva, ma rivelando al tempo stesso le intemperanze del suo carattere. Dopo aver tentato la fortuna nella Premier League inglese, è tornato in modo piuttosto inglorioso al Parma e poi ha avuto maggior fortuna nel calcio brasiliano» (M.D., Enciclopedia dello Sport, Treccani 2002). «Io sono sempre stato umile: in Italia ogni tanto sparavo qualche cazzata, facevo lo spaccone. Ma eravate voi a gonfiare tutto, quante esagerazioni ho letto sul mio conto! Uscire fa bene alla salute, claro? Pensa a quelli del Manchester: escono, bevono come matti, fanno le loro cose, eppure continuano a stravincere» (Alessandro Penna, ”Guerin Sportivo” 28/2/2001). «Una palombella e una capriola. 21 marzo 1993, la punizione di Faustino Asprilla e del suo Parma si abbatte sul Milan degli Invincibili e blocca la corsa record degli uomini di Fabio Capello: 58 partite senza sconfitte, una cosa davvero incredibile. ”E io, con quel gol, sono entrato nella storia. Ne ho fatte tante di reti, però quella se la ricordano tutti e tutti mi chiedono di raccontarla [...] Allora, l’arbitro Cesari fischia una punizione per noi al limite dell’area. Eravamo nel secondo tempo ed eravamo sullo 0-0. Io prendo il pallone e non lo mollo più e intanto quelli del Milan preparano la barriera [...] L’allenatore Scala si agitava come un matto, non voleva che calciassi io quella punizione: si vede che non si fidava, anche perché a dire la verità non ero uno specialista. Continuava a dire a Osio di prendere il pallone, ma io non lo mollavo mica. Mi sentivo che avrei fatto qualcosa d’importante, di eccezionale, di meraviglioso, di unico [...] Vi rendete conto? Un gol al Milan, al Milan degl’Invincibili [...] la traiettoria fu perfetta, sopra la barriera, e Rossi non ci arrivò [...] Pensate che mentre esultavo venne Osio e mi disse che ero un fenomeno, e pure Scala corse ad abbracciarmi. Ma come? Se non voleva che la calciassi, quella punizione... [...] Quella gioia mi resta dentro e nessuno può cancellarla. Non è tanto per il gol in sé, ma perché quel gol ha fermato la striscia di 58 partite utili del Milan. Cioè: Asprilla che blocca gli Invincibili. Roba da romanzo [...] Torni amo a Parma in pullman e appena entro in casa squilla il telefono. Rispondo: era il presidente della Repubblica colombiana che voleva farmi i complimenti. Quel gol mi aveva fatto diventare una specie di eroe nazionale”» (Andrea Schianchi, ”La Gazzetta dello Sport” 20/3/2004).