23 gennaio 2003
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Arron Christine
• . Nata a Abymes (Guadalupa) il 13 settembre 1973. Sprinter. Primatista europea dei 100 metri con il 10’’73 stabilito a Budapest il 19 agosto 1998 nella finale dei campionati europei. Prima in Coppa Europa nel 1997 (200 m) e nel 1999 (100 m). Terza ai mondiali 2005. «[...] una carriera piena di corse, ma priva di titoli. E sapete come sono i francesi, fanno presto ad innamorarsi della anime maledette, quelle alla Poulidor, che provano, provano e non ce la fanno mai. E Christine provava e prometteva: 10’’73 nel ’98, terzo miglior tempo di sempre. Chissà dove sarebbe andata con quella velocità. E con quel bel viso, che a Modigliani sarebbe piaciuto. Ma la Francia la tradì, aveva un’altra donna da amare, anche lei problematica: Marie-Josè Perec, gambe a matita, due ori ad Atlanta. E Christine fu lasciata sola con i suoi demoni, con gli allenatori che andavano e venivano, provò anche con John Smith a Los Angeles per approdare a Guy Ontanon [...]. La freccia però non colpiva mai il bersaglio. Alla fine tra Arron e il traguardo c’era sempre qualcosa di traverso, un infortunio, un muscolo sbagliato, un’improvvisa malattia, l’angina. Christine aveva tutto per sfondare, ma non sfondava. Gran carattere, certo. E un figlio nel 2002, Ethan, avuto da un ostacolista. Accuse e parole di fuoco contro quelle che si drogano, ”che mi rubano la gloria e la carriera”. Una chiara antipatia verso l’americana Marion Jones e verso la sua presunzione. ”Forse pensava che fare un figlio fosse come un film ad Hollywood, dove ti prestano le controfigure per le scene pericolose. O forse credeva di fare zapping, di schiacciare un bottone e di tornare al suo programma preferito. Un figlio è una tempesta che ti attraversa e ti cambia”. Insomma, una così: sincera, sensibile, tormentata. Ad Atene c’erano state polemiche perché Christine si portava sul campo d’allenamento la sua psicoterapeuta, Fanny Didiot Abadi [...] Una fragile, Christine. ”Nei cento quando guardo avanti mi viene un’improvvisa paura di morire”. [...]» (Emanuela Audisio, ”la Repubblica” 9/8/2005). «Nel ’92, quando la 19enne Christine Arron atterrò per la prima volta a Parigi proveniente dalla Guadalupa, dissero che era troppo bella per essere anche veloce. Eppure ad Abymes, dove è nata, e a Forte de France, questa ragazzina aveva conquistato tutti i primati francesi allievi, dagli 80 ai 150, sottraendoli non a una qualsiasi, ma a Marie Josè Perec. La Perec era all’apice e Christine era venuta a Parigi per allenarsi con lei. Non che lei bruciasse dal desiderio: era stata la grande trovata degli allenatori federali che pensavano di farla crescere sotto le ali e davanti all’esempio della regina. Ragionamento perfetto, se non si considera che due api regine non possono convivere nello stesso alveare. Christine guardava Marie Josè, ma non voleva sfidarla, non voleva uscire sconfitta, ridimensionata. La evitava, si allenava sul rettilineo opposto. Christine ha un caratterino mica male. [...] Christine è la donna delle grandi fiammate e delle grandi delusioni. Colpa, tante volte, di infortuni muscolari, di un ginocchio destro che la fa impazzire, ma anche un po’ del suo caratteraccio, dicono: la rabbia è tale che in tante occasioni finisce per cuocerla. Per capire questo carattere basta vedere il numero di allenatori con cui ha lavorato. arrivata in Francia e ha cominciato con Eric Corenthin, poi è passata al santone Fernand Urtebise, quindi a Jacques Piasenta prima di varcare l’oceano e andare a Los Angeles da John Smith e fare in fretta ritorno a Parigi per lavorare con Guy Ontanon. [...] esplose davvero nel ’ 98, quando conquistò il titolo e il primato europeo dei 100 correndo a Budapest in 10’’73. Doveva essere la anti-Jones, invece la fiammata finì lì: sesta ai Mondiali di Siviglia ’ 99, ai Giochi di Sydney 2000 non andò al di là della semifinale. Colpa degli allenatori francesi, disse Christine. Nel gennaio 2001, allora, prese il volo per Los Angeles e andò alla corte di Smith. Ma arrivò a fine gennaio, troppo tardi per i suoi programmi. Cercò di forzare i tempi, si ruppe. Decise di rientrare a Parigi: c’era anche in ballo la relazione sentimentale con l’ostacolista Daniel Philibert. Un’altra fiammata, da cui il 28 giugno 2002 è nato il figlio Ethan. Christine è tornata a vivere a Nogent sur Marne (est di Parigi) con la nonna che ha fatto arrivare dalla Guadalupa. [....] molto bella, gli occhi neri, le gambe lunghissime, il popò da far invidia a Naomi Campbell. Anche la sua punta del naso leggermente rivolta all’insù e verso destra, in fondo, è sexy. Ma non ha mai fatto molto per valorizzare la sua figura. A guardarla, la testa pare un semaforo: una volta rosso fuoco, un’altra rosa porcello, un’altra ancora arancione mandarino» (Pierangelo Molinaro, "La Gazzetta dello Sport" 23/7/2004). «Longilinea, elegante, molto graziosa, un gran sorriso e capelli corti tinti di arancione [...] In Francia non tutti la amano. Dicono che sia troppo permalosa e altezzosa, e abbia atteggiamenti da superstar. Soprattutto, quando vince e sale sul podio non canta mai la marsigliese» (’L’Espresso” 3/9/1998).