Piero Sinatti, ìSole-24 Oreî, 12/7/97, 12 luglio 1997
Gas russo in Cina. Visita in Cina del premier russo Viktor Cernomyrdin e del suo vice e ministro dell’energia e carburanti Boris Nemtsov
Gas russo in Cina. Visita in Cina del premier russo Viktor Cernomyrdin e del suo vice e ministro dell’energia e carburanti Boris Nemtsov. Stretto un accordo di cooperazione con Pechino. La Cina in pieno sviluppo economico sta perdendo la propria autosufficenza energetica. I fornitori tradizionali, Indonesia, Malaysia, paesi del Golfo Persico, non sono più in grado di far fronte alla richiesta. A questa si aggiungono le ”tigri asiatiche”: Taiwan, Corea del Sud, Giappone. Il gas russo è stato finora destinato alla Federazione russa ed all’Europa Centrale ed Occidentale. Il gas estratto nella penisola di Jamal, regione di Tjumen, Siberia, estratto e commercializzato da Gazprom: copre il 25% del fabbisogno euroccidentale. Nuovi giacimenti che verranno destinati ai mercati asiatici: giacimenti di Kavytka, Irkutsk, Siberia, 500 miliardi di metri cubi ed ancora Krsnojarsk, Siberia, e Jakutija sud occidentale. Importanti implicazioni geopolitiche. La costruzione di nuovi gasdotti. Da Irkutsk verso il Mar Giallo, nei pressi di Shangai, attraverso la Mongolia esterna. Dalla Jakutija fino alla Corea del Sud. Investimenti russo cinesi per quasi 12.000 miliardi di lire. Entrano in gioco altre compagnie russe: la siberiana Sidanko, la jakuta Jakutsgazprom. Effetti dell’azione dei riformatori Ciubais e Nemtsov. Altri paesi interessati alle esigenze energetiche dell’area Asia-Pacifico: Kakhstan, Turkmenistan, Uzbekistan. Attraverso queste repubbliche centroasiatiche passa il progetto della nuova ”via della seta”. Dovrebbe unire, saltando la Russia, le aree caspiche e centroasiatiche ai mercati della Cina ed agli sbocchi sul Mar Giallo. Problemi per Pechino, lungo questo tracciato, per le popolazioni turcofone. Ad esempio gli indipendentisti uiguri dello Xinjang.