Federico Rampini, ìla Repubblicaî, 12/7/97, 12 luglio 1997
Germania. Venerdì 11 luglio il marco è sceso sotto le 970 lire. La débâcle del marco è dovuta anche ad un dollaro in piena salute
Germania. Venerdì 11 luglio il marco è sceso sotto le 970 lire. La débâcle del marco è dovuta anche ad un dollaro in piena salute. L’economia ristagna. Il gettito fiscale langue. La Germania è schiacciata dal peso di 4,3 milioni di disoccupati. Il welfare tedesco non riesce a far fronte all’aumentata richiesta di sussidi di disoccupazione. Proclamato, come da dettato costituzionale, lo ”stato di grave perturbazione dell’equilibrio economico complessivo”. Se non fosse così, i 20 mila miliardi che avanzano dal deficit previsto porterebbero Waigel davanti alla Corte Costituzionale. Espedienti: rivalutazione dell’oro, vendita riserve petrolifere, presunta privatizzazione di Deutsche Telekom, i cui titoli vengono parcheggiati in un altro ente pubblico. Il governatore Tietmeyer (Cdu come Kohl) per Bundesbank ritiene raggiungibile il 3%. Non basta a rendere la fiducia ai mercati, il crollo del marco ne è prova. Moneta debole quindi rialzo delle esportazioni. Più 8,5% nei mercati del Nord America. La formidabile economia tedesca continua a produrre posti di lavoro: in Polonia, in Ungheria, in Alabama. Lo ”shock da riunificazione” è costato un milione di miliardi di lire in sei anni: quanto costa lo Stato sociale tedesco in un solo anno. L’elettorato tedesco teme, per ragioni storiche, che l’inflazione ne cancelli i risparmi. Queste paure sono stimolate dalla destra bavarese di Edmund Stoiber e dai socialdemocratici di Gerhard Schroeder. In primavera vota la Bassa Sassonia di Schroeder. In autunno la Baviera di Stoiber. Subito dopo, le elezioni legislative.