Marco Gregoretti, ìPanoramaî 2/7/98, 2 luglio 1998
Ladri. Un Paco di 35 anni, ladro da otto (quando fallì la ditta in cui lavorava) e da allora beccato una volta sola (incensurato, se la cavò firmando per tre mesi il registro dei carabinieri) intervistato da ”Panorama” racconta che ”guadagna” circa 5 milioni al mese con i quali paga gli alimenti alla moglie e si prepara la pensione
Ladri. Un Paco di 35 anni, ladro da otto (quando fallì la ditta in cui lavorava) e da allora beccato una volta sola (incensurato, se la cavò firmando per tre mesi il registro dei carabinieri) intervistato da ”Panorama” racconta che ”guadagna” circa 5 milioni al mese con i quali paga gli alimenti alla moglie e si prepara la pensione. In media deruba tre appartamenti al mese e assicura che sommando a quel che ha già da parte un paio di colpi da 300 milioni sarebbe in grado di ritirarsi su un’isola (ai Caraibi?) fino alla fine dei suoi giorni. Napoletano, dice che questo fa una gran differenza perché, spiega, ci sono tre categorie di ladri: napoletani, siciliani e slavi, ognuno con la sua deontologia professionale. "I napoletani sono i migliori, non toccano e non distruggono nulla in una casa dove ci sono delle persone che dormono, rispettano le zone degli altri" e si limitano educatamente a saccheggiare i quartieri che gli vengono assegnati; gli slavi sarebbero invece i peggiori: "non hanno rispetto per le zone e non si preoccupano della persona che derubano, entrano e spaccano tutto". Principali informatori i barbieri (che cambia spessissimo), Paco lavora senza complici da quando per colpa di un compagno maldestro fu costretto a saltare da un balcone al primo piano rompendosi la caviglia. In genere entra nelle case con le copie delle chiavi, per aprire le porte blindate riscalda per un’ora il piolo (secondo lui unico punto debole), per disinnescare i circuiti a infrarossi gli bastano due fili e due lampadine, per la combinazione di una cassaforte gli è sufficiente uno scanner e qualche giorno di prova.