Giuseppe Josca, ìCorriere della Seraî, 23/6/97, 23 giugno 1997
"Fu giusto cent’anni fa, verso la metà di giugno del 1897, che voci allarmanti su Mark Twain misero in fermento le redazioni dei giornali americani
"Fu giusto cent’anni fa, verso la metà di giugno del 1897, che voci allarmanti su Mark Twain misero in fermento le redazioni dei giornali americani. Si diceva che il famoso scrittore fosse seriamente malato, in fin di vita, anzi morto. Dozzine di cronisti partirono alla sua ricerca nelle città lungo il Mississipi, il grande fiume da lui celebrato in tanti romanzi. Il più fortunato finì poi col trovarlo a Londra. Ma l’intervista rischiò di essere rovinata da un imbarazzante incidente, quando il giovane inviato, nel prendere il taccuino, si lasciò cadere dalla tasca un telegramma di istruzioni del suo direttore. Che diceva testualmente: ”Se Twain sta davvero male, cinquecento parole. Se è morto, mandane mille”. Lo scrittore non se la prese. E al distratto reporter diede, sorridendo, un suggerimento: ”Beh, puoi dire che la notizia della mia morte è grandemente esagerata”.