Alessandro Graziani, ìMFî, 13/6/97; Andrea Fiano, MF, 13/6/97, 13 giugno 1997
Avendo Wall Street superato i 7.500 punti, ci si chiede a che punto comincerà la discesa. I ”graficisti” (cioè coloro che tentano di capire l’andamento della Borsa non in base a valutazioni economiche, ma solo osservando grafici e curve tracciati sulle quotazioni) hanno provato a capire qualcosa unendo con una linea gli ultimi minimi
Avendo Wall Street superato i 7.500 punti, ci si chiede a che punto comincerà la discesa. I ”graficisti” (cioè coloro che tentano di capire l’andamento della Borsa non in base a valutazioni economiche, ma solo osservando grafici e curve tracciati sulle quotazioni) hanno provato a capire qualcosa unendo con una linea gli ultimi minimi. I risultati sono diversi a seconda del periodo considerato. Partendo dall’ultimo minimo di 6.400 punti segnato lo scorso 11 aprile il tetto al rialzo era fissato a quota 7.620; prendendo come base di partenza l’ottobre ’87, quando Wall Street cominciò a crescere ed unendo il minimo di dieci anni fa con quello dell’agosto ’90 (ai tempi della guerra del Golfo) si ottiene una proiezione rialzista di lungo periodo che porta il Dow Jones a raggiungere quota 9.800. I dati relativi all’aumento sono in ogni caso impressionanti: in un anno le azioni sono aumentate per un valore complessivo di duemila miliardi di dollati, cioè più di tre milioni di miliardi di lire (tutto il debito pubblico italiano è di due milioni di miliardi). A un certo punto Alan Greenspan, governatore della Fed, parlò di "irrazionale esuberanza dei mercati": da allora Wall Street ha guadagnato 1.200 punti. Non c’è nessun segno, in questo mompento, che faccia pensare a un’inversione di tendenza.