l’Unità, 3/4/97, 3 aprile 1997
Le più grandi società edilizie giapponesi sono da dieci anni impegnate in studi circa la realizzabilità di condomini di lusso sulla Luna
Le più grandi società edilizie giapponesi sono da dieci anni impegnate in studi circa la realizzabilità di condomini di lusso sulla Luna. Solo tre di questi gruppi edilizi hanno speso in queste ricerche circa 40 milioni di dollari, pari a 64 miliardi di lire. Il dottor Kanamori, esperto in calcestruzzi della ditta di costruzioni Shimizu è da sei anni impegnato nelle ricerche ed ha realizzato, spendendo l’equivalente di 200.000 dollari, 320 milioni di lire, una macchina in grado di ricavare ossigeno dalle rocce lunari, basterebbe quindi portare l’idrogeno dalla Terra per impastare il ”cemento lunare”, che lo scienziato ha ricavato da rocce lunari ”simulate” raccolte lungo le pendici del monte Fuji. La Shimizu procedendo nelle ricerche ha preventivato per il 1997 una spesa di oltre 3 milioni di dollari, 4 miliardi e 800 milioni di lire circa; un’altra ditta, la Nishimatsu ha già dato un nome alla sua città lunare, si chiamerà ”Escargot city” e sarà composta da tre torri costruite con una forma a metà tra la chiocciola e l’alveare.