Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  gennaio 22 Mercoledì calendario

ElAynaoui Younes

• . Nato a Rabat (Marocco) il 12 settembre 1971. Tennista. Gli manca «un rovescio appena dignitoso. Pare infatti che il suo terrificante diritto, a presa chiusa, a battipanni, gli inibisca di colpire il rovescio se non tagliuzzandolo, bloccando la palla, rimandandola insomma tipo tennista di club, o addirittura della domenica. Ma, ad equilibrare quel che sarebbe, altrimenti, una incredibile zoppìa, possiede, per sua fortuna, una battuta tra le più terrificanti del circuito. Una folgore, che scende da un metro e novantatre centrimetri [...] Battute e schiaffi di diritto da una parte, salvataggi e arrampicate difensive dall’altra» (Gianni Clerici, ”la Repubblica” 21/1/2003). «Poliglotta, di una simpatia avvolgente che ama il tennis, le moto, la buona tavola. [...] ”Mio padre Boumediene, funzionario del ministero del tesoro, ha studiato a Parigi. In Francia ha conosciuto mia madre, Odette. Di origine italiana. I suoi genitori, De Guglielmi, vennero in Francia ai tempi della seconda guerra mondiale. Si stabilirono nel Perigord, una regione che amo, mi sono anche sposato a Sarlat [...] Vado pazzo per il foie gras e il confit de canard, la coscia d’anatra cotta grassa come la facciamo noi. Purtroppo nel circuito si va avanti a risottini e bistecchine alla griglia [...] Mia moglie Anne Sophie non vuole vivere in Marocco. Io sono stato in Florida due anni da Bollettieri. Cinque anni a Bordeaux con mio fratello Karim che studiava lì [...] Un anno a Torino, alle Pleiadi, con Infantino. Tre anni a Bruxelles, un anno a Vienna. E adesso a Barcellona, con mia moglie, che è di Nancy, e i miei due figli, Ewen e Neil [...] Il mio idolo giovanile? Yannick Noah: è per lui che ho deciso di fare il professionista. E poi Ivan Lendl: il primo che ha dato importanza alla preparazione fisica [...] Ho moto 5, tutte da fuori strada, una di queste è un banche 350, avete presente quei cosi con le quattro ruote. Mi fa impazzire, ma l’anno scorso mi sono fatto male a un tendine in un incidente. Mi piace la moto, ma non in strada, ci sono troppe macchine. Sa cosa faccio quando smetto col tennis? [...] Faccio la Parigi-Dakar, ho già parlato col mio sponsor [...] pericolosa per chi vuole vincerla e prende le dune a 200 all’ora. Io voglio solo divertirmi”» (Roberto Perrone, ”Corriere della Sera” 29/1/2003).