Massimo Gramellini, La Stampa, 31/12/96, 31 dicembre 1996
Dodici frasi da dimenticare del 1996, scelte da Massimo Gramellini de ”La Stampa”. Gennaio: "Se fossi eletto premier, nei primi tre mesi di governo avrei tre priorità: il deficit, il sud, la scuola" (Prodi)
Dodici frasi da dimenticare del 1996, scelte da Massimo Gramellini de ”La Stampa”. Gennaio: "Se fossi eletto premier, nei primi tre mesi di governo avrei tre priorità: il deficit, il sud, la scuola" (Prodi). Febbraio: "Sono quattro i punti cardine della mia filosofia: appartamento a Milano, villa per il weekend, casa al mare e patrimonio in contanti per i figli" (Berlusconi). Marzo: "L’importante, caro, è che ognuno faccia bene il suo mestiere: io il banchiere e lei il parcheggiatore abusivo" (Mario D’Urso, poi eletto senatore dell’Ulivo, a un parcheggiatore di Castellammare). Aprile: "O Bertinotti va a Lourdes, oppure credo proprio che non avremo bisogno di lui" (Prodi). Maggio: "Né a chiacchiere né a parole: è chiaro u’ concetto?" (Di Pietro). Giugno: "Il liceo classico ci ha corrotti" (Luigi Berlinguer). Luglio: "Toro scatenato: preso Casazza" (titolo della ”Stampa”). Agosto: "Il nuovo cda Rai presieduto da Siciliano è di alta qualità, soprattutto molto sganciato dal controllo del potere politico" (Walter Veltroni). Settembre: "Il beneficio distintivo dei treni ad alta velocità è la velocità" (Rapporto Nomisma commissionato dalle FS di Necci). Ottobre: "Necci aveva uno stipendio da fame" (Alfonso Stille, avvocato di Necci). Novembre: "Il vero male di questa città è il porto" (Berlusconi a Torino). Dicembre: "Non abbiamo rimasto altro" (Arrigo Sacchi).