Felice Saulino, ìCorriere della Seraî 11/8/96, 11 agosto 1996
Osadare Florence Eromwon, nigeriana, dopo aver vivacchiato spacciando droga, adesso viveva organizzando la mensa per le prostitute sue connazionali che a Roma battono dalle parti della Colombo, lungo via Palmiro Togliatti, la Casilina, la Prenestina
Osadare Florence Eromwon, nigeriana, dopo aver vivacchiato spacciando droga, adesso viveva organizzando la mensa per le prostitute sue connazionali che a Roma battono dalle parti della Colombo, lungo via Palmiro Togliatti, la Casilina, la Prenestina. I carabinieri, meravigliatissimi perché le nigeriane battevano pure all’ora di colazione, si sono appostati e hanno sorpreso questa qui che a bordo di una Renault rossa distribuiva pasti confezionati, riso con piselli, fagioli e merluzzo (cioè il mannoi nigeriano), agnello, pollo fritto, verdure dolci, la roba calda in vassoi di stagnola, quella fresca in vaschette blu, poi le bibite tenute nel ghiaccio, i tovaglioli di carta, gli stuzzicadenti, ecc., cinquemila per il primo, tremila per il secondo, duemila le bevande. Preparazione a casa sua a Ostia, in cucina, col marito e i due figli che facevano da sguatteri. I carabinieri l’hanno arrestata sostenendo che aveva anche un giro di quattro prostitute sue, in ogni caso aveva in borsetta un milione e un aspetto fine, tailleur, capelli raccolti sulla nuca, ecc.