Marco Lupis, "la Repubblica" 20/1/2003, pagina 25., 20 gennaio 2003
Gli aquiloni, in seta e bambù, furono inventati in Cina intorno al 3000 avanti Cristo e da lì si diffusero presto in tutto l’Oriente
Gli aquiloni, in seta e bambù, furono inventati in Cina intorno al 3000 avanti Cristo e da lì si diffusero presto in tutto l’Oriente. Una delle prime testimonianze certe dell’esistenza dell’aquilone risale al 196 a.C., quando il generale cinese Han Hsin ne fece volare uno per calcolare la distanza tra le sue truppe e l’accampamento nemico. Anticamente erano considerati oggetti sacri, che funzionavano da collegamento tra uomini e dèi. Ancora oggi in Indonesia si crede che gli aquiloni rappresentino l’anima di chi li fa volare, In Thailandia servono per scongiurare le inondazioni, in Guatemala si fanno alzare in aria solo nei cimiteri, perché si pensa che parlino in silenzio con l’aldilà. In Giappone, il quinto giorno del quinto mese, si fanno volare aquiloni per celebrare i bambini nati nell’anno precedente, oppure si lanciano di notte intorno alla casa dov’è avvenuta la nascita, per allontanare gli spiriti maligni. Tra gli aquiloni giapponesi più noti: l’Edo (che riproduce scene del teatro kabuki e No); la carpa (nella forma ricorda una manica a vento, viene fatta sventolare sopra le case dove nasce un bambino maschio); il millepiedi (chiamato Long Tou Baizu, d’origine cinese e forse il più antico). In Occidente gli aquiloni (arrivati nel XIII secolo con Marco Polo) furono usati spesso per fini pratici, come tirare carri o sollevare merci. Guglielmo Marconi ne utilizzò uno per alzare fino a 120 metri l’antenna che permise il primo collegamento radio transoceanico.