Corrado Giustiniani, "il Messaggero", 14/7/97, 14 luglio 1997
Kolossal. Il finanziere turco Kahraman Kamal Sadikoglu ha comprato un bacino per la riparazione delle petroliere che attualmente si trova nel porto di Genova per trascinarlo fino a Tuzla, vicino ad Istanbul
Kolossal. Il finanziere turco Kahraman Kamal Sadikoglu ha comprato un bacino per la riparazione delle petroliere che attualmente si trova nel porto di Genova per trascinarlo fino a Tuzla, vicino ad Istanbul. Problemi perchè trattasi di una struttura lunga 350 metri, larga 80 e alta come un palazzo di cinque piani, da trascinarsi con due potenti rimorchiatori, il greco Fotiy Krilow (40 mila cavalli) e il Matsas Star, alla velocità di tre nodi l’ora. L’anno scorso il trascinamento di un analogo bacino dal porto di Palermo si risolse con l’affondamento. La struttura, ideata negli anni Sessanta, doveva servire per riparare i serbatoi delle superpetroliere che, con la chiusura del canale di Suez, erano state destinate alla circumnavigazione dell’Africa: all’ingresso delle imbarcazioni il bacino, grazie a novanta serbatoi riempiti d’acqua, affondava. Una volta che la petroliera era entrata i serbatoi si svuotavano portandola in secco. Vantaggi dei cantieri turchi su quelli italiani: minor costo della manodopera, minor costo del ferro necessario per le riparazioni (2,5 dollari al chilo contro 5). Costo accumulato in trent’anni per la costruzione del bacino: 100 miliardi di lire. Prezzo al quale è stato venduto a Sadikoglu: 1,7 miliardi di lire. Costo previsto per renderlo utilizzabile: 60 miliardi di lire.