Laura Verlicchi, ìil Giornaleî, 14/7/97, 14 luglio 1997
Giocattoli. Le bambole di Saffo e di Cornelia, madre dei Gracchi, somigliano a ragazze con gambe lunghe, seni perfetti, fianchi ben modellati, il viso espressivo incorniciato da pettinature all’ultima moda
Giocattoli. Le bambole di Saffo e di Cornelia, madre dei Gracchi, somigliano a ragazze con gambe lunghe, seni perfetti, fianchi ben modellati, il viso espressivo incorniciato da pettinature all’ultima moda. Come la Barbie avevano un corredo, che andava dalle pianelle per stendersi sul triclinio ai gioielli d’oro vero. I romani piccoli e grandi si divertivano con delle semplici noci o con gli astragali, ossicini di pecora, conosciuti già dagli egizi, che si lanciavano come dadi e facevano vincere o perdere a seconda del lato su cui cadevano. I maestri li usavano come premi per la calligrafia ed arrivavano a regalarne anche ottanta per volta. I ricconi se li facevano fare in oro, in avorio o in ceramica, decorata però da grandi artisti. Erano particolarmente diffusi anche i combattimenti di quaglie, da tenersi nelle piazze pubbliche alla fine dei banchetti. Ad Atene i bambini erano addirittura obbligati ad assistervi per imparare "come si lotta fino allo stremo".