Gianni Perrelli, ìLíespressoî 23/1/2003, 23 gennaio 2003
Il Paese è spaccato. «Sono decisamente in maggioranza quelli che imprecano contro il populismo di Chavez, i suoi ammiccamenti al castrismo in nome della rivoluzione bolivariana
Il Paese è spaccato. «Sono decisamente in maggioranza quelli che imprecano contro il populismo di Chavez, i suoi ammiccamenti al castrismo in nome della rivoluzione bolivariana. Non mancano i sostenitori del caudillo (tuttora il 30 per cento) che accusano di fascismo gli organizzatori dello sciopero, bollati come ”escualidos” (sintesi spregiativa fra squali e squallidi). Muro contro muro. In comune solo la sguaiatezza nelle manifestazioni per strada. I chavisti che ostentano gli organi genitali, i ribelli che scagliano contro l’esercito indumenti femminili. Un teatro dell’assurdo, che può trasformarsi in tragedia in un attimo» (Perrelli). Cira Romero, direttrice di una fondazione che promuove la democrazia: «Per capire dove si sta andando servono più gli astrologi degli analisti politici».