20 gennaio 2003
Sukjit Sing, di anni 29, detto Cera. Indiano, lavorava in una pescheria di Anzio e viveva nel sottoscala della villa del proprietario G
Sukjit Sing, di anni 29, detto Cera. Indiano, lavorava in una pescheria di Anzio e viveva nel sottoscala della villa del proprietario G. E., 61 anni, cardiopatico. Dividevano la stanza con lui due connazionali, devotissimi alla religione Sikh: Balwinder Sing, di anni 38, anche lui venditore di pesce, detto il Dottore perché nel Punjab faceva appunto il medico; Fuman Sing, di anni 26, detto il Puma, impiegato in un’azienda che produce pedane per auto. Cera era malvisto dagli altri due perché, oltraggiando i dettami religiosi, beveva, giocava d’azzardo e dava fastidio alle donne. Nella serata di sabato 11, alla vigilia di una funzione religiosa molto importante per la comunità sikh, stufi dei continui peccati di cui Cera si macchiava, Puma e Dottore lo presero a calci, pugni e colpi di piccone fino a fracassargli la testa e spezzargli braccia e gambe. Tentarono senza successo di fare a pezzi il cadavere con un grosso coltello da macellaio. Trascinarono il corpo nel boschetto adiacente l’abitazione, lo cosparsero di foglie e benzina e gli diedero fuoco. Prima che fosse troppo tardi, gli sfilarono il portafogli e ci trovarono 25 euro. Venti li usarono per ripagarsi le spese della benzina, gli altri cinque li diedero in beneficenza. Arrestati dalla polizia, prima di essere condotti in questura chiesero di togliersi gli abiti rituali (tunica bianca e turbante lungo otto metri) per non contaminarli. Cera, trovato da cercatori di funghi tra i rovi della riserva ”Borghese”, zona agricola della Saccida, a ridosso dello stabilimento della Palmolive.