Stefano Gulmanelli, ìlíUnitî, 23/7/97, 23 luglio 1997
Avorio. Negli anni ottanta i bracconieri dediti al commercio d’avorio fecero scendere il numero degli elefanti africani da quasi un milione a seicentomila
Avorio. Negli anni ottanta i bracconieri dediti al commercio d’avorio fecero scendere il numero degli elefanti africani da quasi un milione a seicentomila. Nell’89 fu perciò sancito un bando internazionale del commercio d’avorio, che ha limitato la riduzione del numero degli elefanti a 50.000 unità in 8 anni. Tuttavia in certe zone, Namibia, Botswana e Zimbawe, la popolazione dei pachidermi è cresciuta oltremisura mettendo in pericolo l’equilibrio dell’ecosistema (un elefante adulto ingurgita 250 chili al giorno fra foglie, cortecce e radici). Si è dunque deciso, limitatamente a quei paesi, di togliere il bando e di autorizzare la vendita al solo Giappone (dove c’è grande richiesta per i particolari sigilli con i quali i giapponesi usano firmare). Tutti i proventi del commercio dovranno essere reinvestiti in programmi per la salvaguardia dell’elefante e sono state fissate delle quote d’esportazione per il 1999: 13,8 tonnellate per la Namibia, 200 tonnellate per lo Zimbawe, 25,3 tonnellate per il Botswana