Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  luglio 23 Mercoledì calendario

Avorio. Negli anni ottanta i bracconieri dediti al commercio d’avorio fecero scendere il numero degli elefanti africani da quasi un milione a seicentomila

Avorio. Negli anni ottanta i bracconieri dediti al commercio d’avorio fecero scendere il numero degli elefanti africani da quasi un milione a seicentomila. Nell’89 fu perciò sancito un bando internazionale del commercio d’avorio, che ha limitato la riduzione del numero degli elefanti a 50.000 unità in 8 anni. Tuttavia in certe zone, Namibia, Botswana e Zimbawe, la popolazione dei pachidermi è cresciuta oltremisura mettendo in pericolo l’equilibrio dell’ecosistema (un elefante adulto ingurgita 250 chili al giorno fra foglie, cortecce e radici). Si è dunque deciso, limitatamente a quei paesi, di togliere il bando e di autorizzare la vendita al solo Giappone (dove c’è grande richiesta per i particolari sigilli con i quali i giapponesi usano firmare). Tutti i proventi del commercio dovranno essere reinvestiti in programmi per la salvaguardia dell’elefante e sono state fissate delle quote d’esportazione per il 1999: 13,8 tonnellate per la Namibia, 200 tonnellate per lo Zimbawe, 25,3 tonnellate per il Botswana