Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  gennaio 17 Venerdì calendario

APOLLONI Luigi

Morto settantaduenne a Ladispoli (Roma) il 5 settembre 2002 (omicidio). Pedofilo. «Gli piaceva il mare d’inverno. E gli piacevano le bambine. Al mare era andato a vivere da poco più di un anno, le bambine invece le tormentava da una vita. Tutto, molestie e punizione, si è consumato in un appartamento con vista sul Tirreno, a Ladispoli, litorale romano che d’estate, traboccante di famiglie, occulta a fatica la sua decadenza. Viveva solo e secondo i vicini di casa ”usciva nudo sul balcone, importunava le ragazzine”. Tra i carabinieri del nucleo operativo di Civitavecchia, c’è chi è convinto che sia morto per questo, che per questo l’abbiano ammazzato a pugni e calci, in casa sua [...] ”Mi hanno detto che erano della polizia: ’Dobbiamo completare un verbale’” ha riferito lui stesso prima di morire. Apre e, dirà, vede ”due uomini, grandi e grossi”. Calci, pugni, ma inferti da professionisti, o almeno da gente che vede tanta fiction in tv: niente impronte e dopo, finito il lavoretto, anche un po’ di soldi portati via, come se tutto dovesse sembrare una rapina [...] A Ladispoli non nascondeva più la sua passione per le ragazzine, una passione antica, già nel 1974 l’avevano denunciato, e nell’82 pure arrestato per molestie ai minori... Anche tre giorni prima di morire, era stato denunciato per molestie: ”Si era spogliato davanti a due bambine che giocavano in giardino, proprio sotto il suo balcone”, riferiscono le cronache. [...] Alle otto del mattino, la donna delle pulizie apre la porta di casa e lo trova per terra: ancora vivo, ma assai ridotto male. [...] Per anni aveva avuto una vita per così dire normale, una famiglia, una moglie, quattro figli. Poi la moglie l’aveva lasciato... ”In casa gli abbiamo trovato una montagna di videocassette porno. E un computer”, raccontano gli investigatori. A settant’anni, aveva scoperto internet, certi siti, certi amici cui confidarsi via mail» (Maria Latella, ”Sette” n.45/2002).