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 2003  gennaio 16 Giovedì calendario

Kosteniuk Aleksandra

• . Nata a Perm (Russia) il 23 aprile 1984. Campionessa di scacchi. «Giovane, carina, esuberante e brava. Sembra la persona giusta per rilanciare l’immagine del mondo scacchistico russo visibilmente appannata negli ultimi anni. Anzi, per portare quello che è uno dei giochi più antichi all’attenzione delle grandi platee, soprattutto attraverso la tv. Aleksandra è diventata Gran Maestro a 14 anni, oggi gira il mondo vincendo tornei e viene fotografata dalle riviste di moda come una star del cinema. L’hanno già ribattezzata l’Anna Kournikova degli scacchi. E sperano che possa ripetere il miracolo d’immagine della bionda e fortissima campionessa di tennis. Il momento, peraltro, è più che azzeccato perché il gioco degli scacchi sta subendo una vera e propria rivoluzione sotto la guida del presidente della Federazione Internazionale (Fide) Kirsan Ilyumzhinov che è pure presidente della repubblica di Kalmukya, parte della federazione Russa. Ilyumzhinov ha rilevato la Fide con tutti i suoi debiti e vuole fare degli scacchi un gioco di successo (anche economico), d’accordo con il grande campione Garry Kasparov. E la giovane Aleksandra sembra la persona adatta a fare da madrina alla nuova formula di gioco. Intanto basta con le partite lunghissime e i tornei infiniti. Tradizionalmente i due giocatori hanno tre ore e mezza ciascuno per fare le proprie mosse ( una quarantina). ”Un incontro classico è lungo e noioso”, ha dichiarato la giovane giocatrice. Ecco così le nuove partite rapide, introdotte dalla federazione: 25 minuti per ciascun giocatore. Per qualcuno, come Aleksandra, è ancora troppo. E allora si arriva alle partite blitz: cinque minuti per giocatore. ”Io amo la velocità”, confessa la giovane scacchista che in un’intervista alla ”Nezavisimaja Gazeta” ha elencato i suoi hobby: ”Sci, pattini in linea, bicicletta e nuoto, a seconda della stagione”. Compone anche poesie e ha frequentato un corso serale di giornalismo. E il computer? ”Quello non è un hobby, ma il braccio destro di ogni scacchista”, ha risposto. Letture? Ovviamente La difesa di Luzhin di Nabokov (sugli scacchi), ma anche altri autori difficili come Stendhal e Zweig. E poi aggiunge: ”Mi occupo di scacchi tutti i giorni dalle 11 alle 17”. Come per molti altri giovani fenomeni, dietro di lei c’è un padre deciso a tutto. Quando Aleksandra aveva 5 anni lasciò l’esercito per allenarla. Adesso la ragazza ha un suo sito internet curatissimo (kosteniuk.com) e partecipa a tutte le esibizioni e i tornei ”giusti”, curando particolarmente l’immagine. Una volta è arrivata a prendere parte a una esibizione di scacchi sui pattini a rotelle: i suoi 15 avversari stavano seduti e lei sfrecciava da una scacchiera all’altra facendo le sue mosse» (Fabrizio Dragosei, ”Corriere della Sera” 15/1/2003). «E’ tenace e intelligente, e rispetto ai colleghi, maschi e femmine, ha un’arma in più: l’ombelico, che scopre con top cortissimi quando gioca le simultanee. Gli avversari, di regola maschi, alzando gli occhi si imbattono nel pancino di Alexandra e si distraggono. Scacco matto. Ma per le partite importanti cambia look: la finale per il titolo mondiale l’ha giocata in un sobrio tailleur firmato. Ha perso, ma tutti quelli che la conoscono, e anche molti eminenti specialisti, giurano che è solo questione di tempo, che diventerà senz’altro la migliore del mondo. E’ il volto giovane e fresco di un gioco antico, che stravolge gli stereotipi dello ”sport dei secchioni”. [...] Viene considerata la scacchista più bella da quando Faye Dunaway ha perso contro Steve McQueen nel film del ’68 Il caso di Thomas Crown. Non sembra minimamente infastidita dalla consapevolezza che l’attenzione dedicatale dai media è dovuta più al suo aspetto che ai suoi successi sportivi. Quando le chiedono se pensa di somigliare alla tennista Anna Kurnikova, ride: ”Un paragone divertente, ma spero, a differenza di lei, di potermi vantare anche delle mie vittorie nei tornei”. Ne ha tutto il diritto [...] Famosa per uno stile veloce, agressivo, duro, rischioso, tutt’altro che femminile. Il sito www.chessbase.com l’ha piazzata in testa alla classifica mondiale degli scacchi, e Garry Kasparov, detronizzato al secondo posto, ha commentato: ”Alexandra ha talento, è giovane, se non si farà prendere dalla vertigine del successo arriverà molto in alto”. Un po’ presuntuosa lo è. Della sua avversaria al mondiale, la cinese Zhu Cen, dà un giudizio spietato: ”Non è originale, mi ha colto di sorpresa solo quando ho fatto errori, non ha fatto miracoli che non potessi fare io. E poi puzzava di balsamo tigre”. Una caduta di stile che Sasha non si permetterebbe mai, curando l’immagine con un’attenzione mai vista nel mondo accademico degli scacchi. Il look è in due versioni: occhialini, coda di cavallo e faccia da studentessa modello per i tornei importanti, lenti a contatto, gonne con lo spacco e minitop per le copertine e le sponsorizzazioni. In tutte e due le versioni sbandiera un sorriso da ragazza della porta accanto, che ha convinto la Federazione internazionale degli scacchi (Fide) a sceglierla come testimonial della campagna di rilancio del gioco: ”E’ splendida, sembra una modella, ma è anche un giocatore forte, grazie a lei le donne capiranno che gli scacchi sono per le giovani, belle e intelligenti”, dice Nick Hoskins, direttore della federazione britannica. ”Se non sarà Sasha a ridare popolarità agli scacchi, non so cosa li potrà aiutare”, dice Kostantin Kosteniuk, padre, manager e inventore del fenomeno. [...] Militare in carriera, ha lasciato l’ex Armata Rossa per dedicarsi solo alla figlia che dice di aver addestrato con durezza, ”l’ho trattata come un ufficiale tratta un soldato”. E’ stato lui a spingerla verso gli ”scacchi veloci” perché più spettacolari, a organizzarle centinaia di simultanee con le quali la figlia gira il mondo in un permanente tour promozionale. E’ stato lui a decidere di lanciarla come una reginetta di bellezza: ”Mi rendo conto che se fossi padre di un ragazzo, magro e occhialuto, non sarebbe la stessa cosa”, dice ridendo. Un padre tiranno, che sfrutta la figlia geniale come tanti se ne sono visti negli scacchi e in altri sport? Sasha e la sorellina Ksiusha, anche lei scacchista, negano in coro, anche se la campionessa ammette che ”forse cominciare a 5 anni è troppo presto” e promette di scrivere una tesi di laurea sui bambini e gli scacchi. Lei ne sa qualcosa, e racconta con una certa amarezza di non aver goduto l’infanzia e l’adolescenza come i suoi coetanei: ”Non ho avuto nemmeno una festa di fine scuola, mentre tutte le ragazze si sceglievano l’abito e si facevano le acconciature io ero a un torneo”. Ma poi torna a essere la reginetta di ferro che distrugge avversari, anche maschi, ai tornei: ”Faccio tante cose, scrivo poesie, nuoto, scio, pattino, se ti organizzi bene trovi tempo per tutto”. L’ambizione e le trovate d’immagine di papà Konstantin hanno fatto storcere il naso alla federazione russa, che a lungo ha escluso Sasha dalla nazionale. Ora lui promette di vendicarsi: ”Lei sarà campionessa, anche se la Russia non se lo merita, in tutti questi anni ho avuto un solo finanziamento, pari a 10 dollari”. Nell’ex potenza numero uno degli scacchi, dove si giocava dovunque - nelle scuole, nei parchi, nei dopolavoro – l’azienda familiare dei Kosteniuk è sempre alla ricerca ossessiva dei soldi. Allenatori, computer, viaggi: per pagare tutto questo alla figlia Konstantin è stato costretto a pulire le strade e, per pagare i biglietti dell’aereo per il suo primo torneo internazionale, è andato - in bicicletta - al casinò puntando gli ultimi 100 dollari che aveva. Ha vinto, ma ora Sasha si guadagna da vivere da sola, dando lezioni e partite in simultanea. Papà Konstantin non la tallona più: ”Ho brevettato una decina di invenzioni nel campo militare, ho tante altre idee”, dice con entusiasmo, ”per esempio organizzare partite di scacchi in tv, un campione contro gli spettatori che mandano le mosse via e-mail o via sms. Anzi, perché non farne una con l’Italia? Lancio la sfida a nome di Sasha”. Scacchi-spettacolo, qualcuno la considera l’ultima speranza, qualcuno storce il naso. Ma la regina degli scacchi è un piccolo genio, lo ammettono perfino i suoi critici. Sasha ha preso la maturità a 14 anni, vuole laurearsi a 20, e ha appena pubblicato in russo, inglese e spagnolo il manuale-autobiografia Come diventare gran maestri di scacchi a 14 anni (in vendita a 22 dollari sul sito personale www.kosteniuk.com, per 100 dollari si può avere l’edizione speciale con l’autografo). E si prepara a combattere di nuovo per il titolo mondiale a dicembre a Londra: ”Ammetto di non aver mai imparato a perdere”, dice» (Anna Zafesova, ”La Stampa” 11/2/2003).