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 2003  gennaio 10 Venerdì calendario

Il bersaglio non è Cofferati, ma la sinistra interna Ds. Fassino punta all’’emersione” delle differenze all’interno di Aprile, costringendoli a fare un passo: «La posizione di Bassolino per esempio non è la stessa di Mussi o di Gloria Buffo

Il bersaglio non è Cofferati, ma la sinistra interna Ds. Fassino punta all’’emersione” delle differenze all’interno di Aprile, costringendoli a fare un passo: «La posizione di Bassolino per esempio non è la stessa di Mussi o di Gloria Buffo. E il leader Ds mantiene buoni contatti con Walter Veltroni, che non deroga dalla sua posizione di sindaco super partes ma conta molti ex seguaci nella corrente minoritaria» (Goffredo De Marchis). [4] Il segretario Ds: «Non sono così sciocco da non accorgermi che c’è chi vuole usare Cofferati contro di me e per destabilizzare i dirigenti dei Ds. [...] Non indico un bersaglio. Ma trovo tutto questo immorale. una rappresentazione falsa. Un modo per non guardare in faccia la realtà. Ci vedo la radice di un vecchio stalinismo che di fronte alle contraddizioni cerca sempre il traditore nel proprio campo da eliminare. Sono stato trent’anni nel Pci, ho sempre combattuto questa cultura, figuriamoci se l’accetto adesso». [3] «Fassino non può concedersi il lusso di sferrare un violento attacco diretto a Cofferati, ma è chiaro che la sua è un’offensiva anti-Cinese» (Maria Teresa Meli). [11] «Quella di Fassino è una manifestazione di debolezza quasi clamorosa, la confessione della sindrome dell’assedio in cui versa il gruppo dirigente dei Ds» (Andrea Colombo).