MitÏ Vigliero, "Libero" 12/1/2003, pagina 12., 12 gennaio 2003
Il bidet ("cavallino") fu inventato in Francia nel Settecento, per curare irritazioni di cavalieri e amazzoni che trascorrevano lunghe ore a cavallo
Il bidet ("cavallino") fu inventato in Francia nel Settecento, per curare irritazioni di cavalieri e amazzoni che trascorrevano lunghe ore a cavallo. In seguito divenne uno strumento molto in uso fra le prostitute e i clienti dei bordelli. Tra le prime a usare il bidet, le nobildonne più disinvolte: nel 1726 il ministro degli Esteri francese Louis de Voyeur, marchese d’Argenson, scrisse nelle sue "Mémoires" d’aver sorpreso Madame de Pie mentre era intenta a utilizzare la «sedia di pulizia» (una vaschetta di legno spesso, a forma di violino, supportata da uno sgabello a quattro piedi). I più famosi ebanisti del tempo si cimentarono nella fabbricazione di bidet lussuosi: nel 1739 Remy Pàverie lanciò sul mercato il modello per due persone, con schienali affiancati; dal laboratorio Duvaux uscirono quello per la marchesa di Pompadour (con schienale impiallacciato in legno di rosa, modanature floreali e ornamenti in bronzo) e uno per Madame de Talmont Saint-Germain (in ciliegio selvatico, con intarsi in legno d’amaranto, sgabello rivestito in pelle rosa e impunturato con borchie dorate). Del 1762 il modello portatile, ideato da Jacques Dulin: in metallo laccato, i piedi svitabili, decorato con fiori e scene mitologiche.