Daria Galateria, La Repubblica, 04/01/2003 pag. 37, 4 gennaio 2003
Di fatto, Bergson era così beneducato che lo chiamavano Miss. Ma il più bravo era il sanguigno Jaurès; "l’ho perso di vista, quando si è accostato al socialismo", sorrideva Bergson, che si dichiarava "moderato per abitudine, liberale per istinto"
Di fatto, Bergson era così beneducato che lo chiamavano Miss. Ma il più bravo era il sanguigno Jaurès; "l’ho perso di vista, quando si è accostato al socialismo", sorrideva Bergson, che si dichiarava "moderato per abitudine, liberale per istinto". Ma anche lui entrava nella politica e nella Storia, se la Francia richiedeva il suo intervento. Durante la Grande Guerra, fu incaricato di recarsi negli Stati Uniti e di usare le sue relazioni e il suo immenso prestigio per convincere il presidente Wilson a entrare in guerra. Il diario e le lettere di quelle missioni del 1917 sono una lettura tra le più interessanti del monumentale epistolario.