Daria Galateria, La Repubblica, 04/01/2003 pag. 37, 4 gennaio 2003
La scienza, l’ intelligenza, non sanno cos’ è il tempo. Per rappresentare il moto di un treno, elencano le fermate; un film è per loro una giustapposizione di fotogrammi - Bergson amava il cinema; la memoria per lui era un magazzino di film che si avvolgono indefinitamente
La scienza, l’ intelligenza, non sanno cos’ è il tempo. Per rappresentare il moto di un treno, elencano le fermate; un film è per loro una giustapposizione di fotogrammi - Bergson amava il cinema; la memoria per lui era un magazzino di film che si avvolgono indefinitamente. E così si era ritrovato, nell’ austera Ecole Normale, insieme a Durkheim e Jaurès. Durkheim, il futuro sociologo, declamava a gran voce, nella tromba delle scale, le sue teorie, e quando gli obiettavano che la realtà le smentiva, "Eh bien", tuonava, "i fatti hanno torto!". Bergson invece ascoltava pieno di deferenza l’ interlocutore, con il riserbo, la buona educazione e l’incarnato roseo che aveva ereditati dalla madre, una scozzese dagli occhi pervinca che non si era mai rivolta ai sette figli altro che in inglese (per la voce di Bergson vai a www.ac-clermont.fr).