Varie, 13 gennaio 2003
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Zanette Denis
• Sacile (Pordenone) 23 marzo 1970, Pordenone 10 gennaio 2003. Ciclista. Professionista dal ”95, in carriera ha corso per Aki- Gipiemme, Aki- Safi, Vini Caldirola, Polti, Liquigas- Pata e Fassa Bortolo. All’attivo 5 vittorie, nel – 95 vinse la sua prima corsa da professionista al Giro d’Italia, nella tappa del Santuario di Vicoforte. L’anno seguente si impose a Quarto Sant’Elena al Giro di Sardegna. Passato alla Vini Caldirola, nel – 98 tornò al successo in una tappa del Giro del Portogallo. Al Giro di Galizia del ”99, nella prima tappa, il gruppo si aprì all’improvviso in una rotonda e lui non potè evitare il motociclista addetto alla segnalazione, causandone la morte. Alla Settimana Catalana del 2001, sul traguardo di Vic, conquistò la maglia di leader dedicandola ai motociclisti della corsa. Quell’anno si piazzò terzo al Giro delle Fiandre e tornò a vincere al Giro d’Italia, nella tappa di Lubiana. Nel 2002 aveva colto un secondo posto di tappa al Giro del Trentino, preceduto dal compagno di squadra Zanotti. «Arresto cardiocircolatorio, recita il crudo verdetto medico. Era stato trasportato d’urgenza all’ospedale dopo essersi sentito male in uno studio dentistico della sua città, dove si era recato per sottoporsi alla pulizia dei denti. Tutto si era svolto nell’ambito della più comune normalità, e niente faceva intuire la tragedia imminente. Dopo la pulizia dentaria, all’improvviso, al momento di congedarsi dal dentista, è crollato al suolo, gli occhi rovesciati all’indietro. Immediatamente è stato richiesto l’intervento dei sanitari del 118, ma quando questi sono intervenuti l’arresto cardiocircolatorio era già avvenuto. […] Morire a 32 anni dopo una visita dentistica, per un atleta dal fisico robustissimo come lui (era soprannominato il ”gigante di Sacile”), è un fatto molto strano. Sfortunato lo era di suo: nel 2001 investì e uccise uno staffettista spagnolo alla Vuelta Catalana ed era rimasto sconvolto. Ma la sua è una morte inspiegabile […] Per certo, a fronte di una carriera ciclistica modesta (5 vittorie in tutto in sette anni da ”pro”, lui stesso si definiva un ”gregario con licenza di vincere” in qualche occasione), il giovane corridore aveva navigato le travagliate acque delle vicende legate al doping. Nel 2001, infatti, fu tra i corridori perquisiti nel famigerato blitz che Finanza e Carabinieri del Nas effettuarono a Sanremo. Nella sua stanza fu sequestrata caffeina. Ma il corridore era al centro delle indagini della pm Paola Cameran dal marzo precedente. Era uno dei tanti ciclisti che frequentava il medico Lazzaro, al centro a sua volta di una vasta indagine della Finanza padovana legata proprio al doping nel ciclismo. Le sue ”frequentazioni” sarebbero state addirittura filmate da telecamere nascoste» (Eugenio Capodacqua, ”la Repubblica” 11/1/2003). «Rimasto orfano di padre giovanissimo, aiutava il fratello maggiore nella piccola azienda di imbianchini e trascorreva l’inverno tra vernici e pennelli, sfruttando le sue doti di abilissimo stuccatore» (Gianfranco Josti, ”Corriere della Sera” 11/1/2003).