Varie, 13 gennaio 2003
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Vedova Emilio
• Venezia 9 agosto 1919, Venezia 25 ottobre 2006. Pittore • Premio Nonino 2003 ”A un maestro italiano del nostro tempo”. Dice la motivazione: «Dalla fine della guerra a oggi l’artista è stato una presenza e una risposta puntuale e coerente a tutto il disagio degli accademici storici, diventando una delle poche voci a difesa dei valori assoluti dell’arte. Rigoroso nella sua posizione d’avanguardia, attraverso un’assoluta intensità di gesto e segno, ha mantenuto cristallina la sua essenza rivoluzionaria. Nella sua ”pittura”, dopo aver eroso e sfigurato la realtà modificandone i sistemi di riferimento, ha fatto emergere e incontrare dai nostri abissi siderali l’’ancestrale ambiguità” in un perfetto equilibrio con una intensità e una energia uniche». Ha detto: «L’arte non è la ”tecnica”, non lo è mai stata. Io stesso, conosciuto in primis come ”pittore veneziano”, ho sempre sperimentato il mio possibile, dalla pittura, ai materiali più impensabili, alla fotografia, fotomontaggi, film, fino, e in tempi non sospetti, alla esplosiva-sincopata immaterialità delle mie proiezioni all’EXPO di Montreal nel 1968. Oggi in un mondo (una sua parte) dominato da questa straordinaria, spaventosa crescita tecnologica è inevitabile, giusto che gli artisti usino anche questi mezzi, ma c’è ancora tanta pittura. Nel 1950, davanti ad una Commissione sovietica di cultura, dissi: La scienza non è né fascista né comunista. Nuovi avvenimenti - comprese le scoperte scientifiche - avevano determinato una nuova sensibilità, nuovi modi espressivi...» (Paolo Vagheggi, ”la Repubblica” 10/3/2003).