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 2003  gennaio 13 Lunedì calendario

Julinho Julio

• Botelho San Paolo (Brasile) 5 agosto 1929, San Paolo (Brasile) 11 gennaio 2003. Calciatore • «Uno dei grandi campioni di tutti i tempi della storia della Fiorentina [...] In nazionale brasiliana Julinho ha giocato 27 partite segnando 13 gol, uno dei quali realizzato contro l’Inghilterra al mitico Maracanà, a Rio, il 13 maggio del 1959. Una partita che entrò alla storia giusto per Julinho. La platea del Maracanà voleva Garrincha, una leggenda del calcio, proprio il giocatore al quale Julinho aveva soffiato il posto nel ruolo di ala destra. E per questo non fu perdonato. Fu fischiato dal pubblico fino al momento in cui segnò una rete da manuale. I tifosi cambiarono idea. Allora non si poteva fare altro che applaudirlo. In Italia arrivò nel 1955, vincendo subito lo scudetto. Ma il presidente della Fiorentina Befani, il vice presidente Pacini e l’allenatore Bernardini da molto tempo cercavano di acquistarlo. Lui ogni volta temporeggiava e rinviava l’accordo, ma di volta in volta l’offerta della Fiorentina aumentava. E prima del trasferimento si inserì anche l’Inter. Alla fine arrivò a Firenze facendo guadagnare 40 milioni al Portuguesa, si garantì per lui venti milioni e poi uno stipendio di 350 mila lire al mese. Ovviamente, con garanzia di villa in Piazzale Michelangelo, con vista sulla città. Per tenere compagnia alla moglie Teresa, che aveva paura di soffrire di solitudine, fu acquistato anche il cileno Ortega e la moglie, amica di Teresa. I dirigenti della Fiorentina scoprirono anche che aveva un nonno italiano, perdippiù toscano (di Stassena, provincia di Carrara), che si chiamava Boteli e così riuscirono a tesserarlo come oriundo, garantendo così il posto per lo straniero. Avrebbe potuto giocare anche nella nazionale italiana, ma lui rifiutò sempre: ”Sono nato brasiliano e resterò brasiliano”. [...] Fece impazzire il pubblico di Firenze, da subito. Con le sue finte, si guadagnò subito il soprannome di ”sculettante”: con quell’andatura stendeva tutti. Divenne grande amico di Montuori, che a differenza sua scelse di giocare in azzurro» (Mauricio Cannone, ”La Gazzetta dello Sport” 12/1/2003).