Ennio Caretto, ìCorriere della Seraî 30/12/2002, 30 dicembre 2002
La guerra delle parole iniziò il 16 ottobre quando il vicesegretario di Stato Usa James Kelly disse che i nordcoreani avevano confessato piani segreti sul nucleare
La guerra delle parole iniziò il 16 ottobre quando il vicesegretario di Stato Usa James Kelly disse che i nordcoreani avevano confessato piani segreti sul nucleare. Il 14 novembre Washington interruppe le forniture di petrolio a Pyongyang, che facevano parte dell’accordo del 1994 con cui la Corea del Nord accettava di ”congelare” il suo programma nucleare. Finite le forniture di carburante, il 12 dicembre i nordcoreani hanno riattivato il reattore di Yongbyon. [3] Tutti gli analisti sembrano d’accordo sul fatto che le nuove mosse di Kim Jong Il non hanno lo scopo di provocare una guerra nucleare, ma piuttosto di spingere Washington a negoziare un trattato di non aggressione e assistenza economica. [4] L’amministrazione Bush punta invece su quella che chiama «strategia del contenimento su misura»: sanzioni politiche ed economiche contro la Corea del Nord per isolarla e accentuarne le difficoltà interne.