Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2002  dicembre 30 Lunedì calendario

Per il Pentagono la crisi nordcoreana è uno scomodo fastidio che lo costringe ad ammettere che una guerra con la Corea sarebbe molto più difficile che una con l’Iraq

Per il Pentagono la crisi nordcoreana è uno scomodo fastidio che lo costringe ad ammettere che una guerra con la Corea sarebbe molto più difficile che una con l’Iraq. In caso di guerra, dicono gli analisti, Pyongyang reagirebbe sicuramente attaccando la Corea del Sud, con gravi rischi per la popolazione e i 37.000 marines americani di stanza nel Paese. [9] La situazione nordcoreana pare più minacciosa di quella irachena, perché comporta un rischio imminente e c’è di mezzo l’atomica. Colin Powell, segretario di Stato Usa: «E’ vero, il loro esercito è più numeroso, ma il loro paese, la loro economia e la loro società sono allo sfascio. L’Iraq invece ha violato 16 risoluzioni dell’Onu e siamo in attesa di vedere se davvero violerà anche quella attuale. Ha usato ogni mezzo letale contro il suo stesso popolo, e i paesi vicini, con un atteggiamento di sfida che perdura da 12 anni. La situazione è decisamente più critica di quella nordcoreana che si è presentata soltanto negli ultimi mesi».