Tim Russert, ìla Repubblicaî 30/12/2002, 30 dicembre 2002
Per il Pentagono la crisi nordcoreana è uno scomodo fastidio che lo costringe ad ammettere che una guerra con la Corea sarebbe molto più difficile che una con l’Iraq
Per il Pentagono la crisi nordcoreana è uno scomodo fastidio che lo costringe ad ammettere che una guerra con la Corea sarebbe molto più difficile che una con l’Iraq. In caso di guerra, dicono gli analisti, Pyongyang reagirebbe sicuramente attaccando la Corea del Sud, con gravi rischi per la popolazione e i 37.000 marines americani di stanza nel Paese. [9] La situazione nordcoreana pare più minacciosa di quella irachena, perché comporta un rischio imminente e c’è di mezzo l’atomica. Colin Powell, segretario di Stato Usa: «E’ vero, il loro esercito è più numeroso, ma il loro paese, la loro economia e la loro società sono allo sfascio. L’Iraq invece ha violato 16 risoluzioni dell’Onu e siamo in attesa di vedere se davvero violerà anche quella attuale. Ha usato ogni mezzo letale contro il suo stesso popolo, e i paesi vicini, con un atteggiamento di sfida che perdura da 12 anni. La situazione è decisamente più critica di quella nordcoreana che si è presentata soltanto negli ultimi mesi».