10 gennaio 2003
Materazzo Elio, di anni 39. Giovanotto ben piantato, capelli ricci, appassionato di caccia, due caprioli impagliati come trofei, faceva l’operaio all’Aem (azienda energetica municipale) di Torino
Materazzo Elio, di anni 39. Giovanotto ben piantato, capelli ricci, appassionato di caccia, due caprioli impagliati come trofei, faceva l’operaio all’Aem (azienda energetica municipale) di Torino. Separato da una signora di Oulx, tre figli (una di anni 11 e due gemelli di 7). Due anni fa aveva comprato una villetta a Susa, da una signora che, per vendergliela, gli aveva imposto come affittuario l’ex marito. Costui, Marchetti Franco, di anni 65, ex commerciante in mobili, due figlie, non aveva mai voluto accettare d’esser diventato inquilino della casa che prima possedeva. Lui al primo piano, il Materazzo al piano terra, non facevano altro che litigare. L’altra notte, dopo una serata tra bar e bocciofila, percorsero in contemporanea la strada fino a casa, sorpassandosi continuamente per arrivare primi. Giunti in garage, ancora un battibecco. Poco dopo, il Marchetti sentì rumori strani, provenienti dalla porta di metallo che divideva il salotto dalla cantina. Pensando a ladri imbracciò il fucile: sparò una volta in aria, poi direttamente addosso all’intruso. Solo quando l’ebbe fatto secco s’accorse che si trattava del suo vicino di casa. Ne parlò con il fratello e un’ora dopo si costituì. All’1 e 45 della notte fra domenica 29 e lunedì 30 dicembre, in una villetta a due piani, al centro di un grande prato, in via Colle delle Finestre, 11, periferia di Susa, Torino.