Fiorella Minervino, "La Stampa" 09/01/2003, pagina 25., 9 gennaio 2003
A fine novembre del 1948, una ragazza prende un treno da Torino, scende a Venezia, sale su un trenino per le Dolomiti e, nera di fuliggine, raggiunge l’Hotel Concordia, aperto solo per un celebre scrittore
A fine novembre del 1948, una ragazza prende un treno da Torino, scende a Venezia, sale su un trenino per le Dolomiti e, nera di fuliggine, raggiunge l’Hotel Concordia, aperto solo per un celebre scrittore. L’uomo, al centro di una tavolata di venti persone, si alza, abbraccia la ragazza, già vicina allo svenimento, e le dice: «Tell me about the Nazi», raccontami dei nazisti. Fernanda Pivano capisce che Ernest Hemingway sapeva tutto. Lei aveva tradotto "Addio alle armi" nel ’44 e per questo era stata arrestata. Nei giorni successivi restò seduta accanto a lui, che la chiamava «my Giovanna D’Arco», ogni mattina dalle 5 alle 11 mentre scriveva. Un giorno le chiese di sposarlo. Lei rifiutò, con pena e dolore, per non far soffrire la modesta moglie del momento.