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 2003  gennaio 10 Venerdì calendario

Molco Willy

• . Nato a Il Cairo (Egitto) il 20 agosto 1943, morto a Milano il 25 dicembre 2002. Giornalista. «Dopo la laurea in giurisprudenza conseguita alla Statale di Milano aveva esordito al ”Guerin Sportivo”. Negli anni ’70 era passato al gruppo Rizzoli, come direttore di ”Novella 2000” , poi di ”Oggi”, di ”Annabella” e di ”Sette”, l’inserto settimanale del ”Corriere della Sera”. Arrivato in Rai, alla redazione del Tg1, si è occupato di inchieste, interviste e speciali a livello internazionale. Sono sue la prima intervista a un giornale europeo rilasciata dall’ayatollah Khomeini e quella al presidente egiziano Sadat il giorno della riapertura del canale di Suez. Nel suo ultimo incarico per il Tg1 ha condotto Non solo Italia, la rassegna stampa dall’Italia e dal mondo» (’Corriere della Sera” 27/12/2002). «Sapeva di esteri e di politica, e pure di sport[...] Ogni tanto partiva e tornava con un reportage dai posti che a lui, ebreo con moglie israeliana (la bellissima Aliza, ex attrice, ex Miss Israele) erano carissimi. Quelle terre di fuoco - il Medio Oriente - erano la sua patria interna, i luoghi che l’aiutavano a decifrare il mondo intero, anche quello tanto normale di casa nostra. Partiva e tornava. Con un’intervista al presidente egiziano Mubarak, con un’inchiesta sui progetti idrici nella valle del Nilo, con racconti dai kibbutz, da Gerusalemme, da Tel Aviv» (Antonio Bozzo, ”Corriere della Sera” 27/12/2002). «[...] a ”Sette” lasciò molto del suo cuore. Diceva: ” la direzione che ho amato di più, la più glamour, la più appassionante”. E pensare che ci arrivò con un’eredità pesante: prendere il posto di Paolo Pietroni che ”Sette” aveva inventato e portato al successo. Willy Molco se ne assunse oneri e onori, con grande umiltà ma con un’idea chiara in testa: fare del supplemento un giornale meno trasgressivo e più legato alla gente. La sua prima copertina strillava: ”Anni Novanta, voglia di famiglia”. Era un signore d’altri tempi, Willy Molco, che alla sua segretaria diede sempre del ”lei”. Elegante nel tratto, pacato nel disquisire, gentile sempre. E determinato, lucido, appassionato al mondo da raccontare. [...] Amava il mondo dello spettacolo, Willy Molco, che era stato anche paroliere di Al Bano. E si lasciava coinvolgere dalle vicende umane, troppo umane, dei vip. Ma si infervorava anche per il diario inedito di Pier Paolo Pasolini durante il suo primo viaggio a New York. Amava Israele, la terra dei suoi padri, Willy Molco, che era nato al Cairo e aveva intervistato l’ayatollah Khomeini in esclusiva europea [...]» (Roberto Gobbi, ”Sette” n. 1-2/2003).