Varie, 9 gennaio 2003
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Wittig Monique
• Dannemarie (Germania) 13 luglio 1935, Tucson (Stati Uniti) 3 gennaio 2003. Scrittrice • «Amazzone della cultura lesbica francese (la definizione è di “Libération”). Il suo pensiero dirompente può essere esemplificato dalla tesi secondo cui le lesbiche, non corrispondendo alle rigide prescrizioni culturali dell’eterosessualità, non sarebbero donne. Una provocazione che aprendosi a molte domande e risposte, fu fertile di studi e generò discussioni nel mondo femminista, che mai le perdonò la distanza dal “pensiero della differenza”. Dopo la laurea, quando si manteneva come correttrice di bozze, vinse il Prix Médicis con il romanzo d’esordio, L’Opoponax. Era il 1964, perciò quel libro fu accolto come una tappa nel solco tracciato dal Nouveau Roman e i critici riscontrarono le influenze che Robbe-Grillet aveva esercitato sull’autrice. Protagoniste del romanzo erano un gruppo di ragazze. Alle sole donne sarebbe stata dedicata la sua successiva pubblicistica. Le guerrigliere, Lesbacce Incolte e Il corpo lesbico, sono i testi tradotti in italiano. Ma la sua produzione in ambito teatrale, saggistico e narrativo è molto più vasta. Si ricorda la pubblicazione di Brouillon pour un dictionnaire des amants, avvenuta nel 1976, quando si trasferì negli Usa, da lì collaborò con la de Beauvoir alla rivista “Questions feminists”. Andando in America si era lasciata alle spalle il ’68, che la vide organizzatrice del gruppo separatista Femministe rivoluzionarie e partecipe della politica con azioni estemporanee. Negli Stati Uniti continuò a scrivere, da The Girl (’84) fu tratto nel 2000 il film omonimo. Nel 1990, la donna che aveva cantato l’amore saffico ed elaborato una sorta di materialismo femminista che combinava attivismo politico e indagine filosofica, critica sociale e creatività per l’abolizione del marchio di “genere”, divenne una docente riconosciuta a Tucson, dove è morta» (Cinzia Fiori, “Corriere della Sera” 8/1/2003).