Varie, 9 gennaio 2003
PELANDA
PELANDA Carlo Tolmezzo (Udine) 17 aprile 1951. Politologo • «[...] docente di Politica ed economia internazionale e direttore del Centro per lo studio dei temi globali presso la University of Georgia; già consulente del segretario generale dell’Onu, del presidente Cossiga, del ministro degli Esteri Andreatta, del ministro delle Finanze Tremonti e del ministro della Difesa Martino [...]» (’Il Foglio” 13/4/2010) • «Insegna Politica ed economia internazionale negli Usa. Legge e scrive molto: editorialista del ”Giornale”, del ”Foglio”, dell’’Arena”. Studia gli scenari: è capace di dirti se tra due anni la borsa farà schifo come oggi. Consulente del ministro della Difesa, è amico del governo Berlusconi. Pesa 107 chilogrammi» (Antonello Caporale) • Il 4 gennaio 2003 un giornalista amico lo chiama... «’Mi fa: dai, trascorri una serata divertente. C’è da fare un confronto in tv sull’Islam con il leader dell’Unione musulmana in Italia, Adel Smith. Ci vado”. Il talk show veneto, in onda su TeleSerenissima, è poi stato irradiato da tutti i tg per la memorabile sequela di pugni e urla esibiti nei passaggi più articolati del faccia a faccia. Il professor Pelanda non è un calabraghe. ”Quell’uomo provocava con tesi assurde, è un tizio che vuole farsi campagna elettorale, perciò l’ho chiamato candidato Imam”. Porgi l’altra guancia un corno. ”Sono un liberal che da troppi anni vive in America. Ho quella impostazione: se mi aggredisci io rispondo. Ecco, se un discorso va oltre ogni confine di civiltà allora è tempo di reagire”. Smith l’ha fatta imbestialire. ”Ripeteva: lei è uno stupido. Allora vuoi la guerra piccolo? Ok, l’avrai”. Molto americano. ”Ero indignato, e gli ho sferrato uno schiaffo come gesto simbolico. In realtà il mio palmo ha solo sfiorato la sua guancia. Era un segno di sfida, non d’offesa”. Anche il musulmano però si sarà detto: vuoi la guerra piccolo americano? Ok, l’avrai. « stata la sua guardia del corpo. Molto professionale. intervenuto al momento giusto, però danni non ne ha fatti”. I suoi centosette chili. ”Sono ben piantato, anche se ho cose migliori da fare in giro per il mondo. Il mio lavoro consiste nel prevedere scenari economico-finanziari […] Non sono il tipo che si fa mettere la testa sotto i piedi. Ho ricevuto molti attestati di stima”» (’la Repubblica” 8/1/2003).