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 2003  gennaio 09 Giovedì calendario

PARRETTI

PARRETTI Giancarlo Orvieto (Terni) 23 ottobre 1941. Imprenditore • «L’uomo di Orvieto che da cameriere volle farsi re del cinema, comprandosi nel febbraio 1990 un pezzo di Hollywood: la casa cinematografica Metro Goldwyn Mayer (Mgm). A tavola con l’ex presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan e la moglie Nancy; mentre conversa con il re del Marocco; a una prima cinematografica seduto vicino a Lady Diana; in posa con Arafat; mentre stringe la mano al regista Billy Wilder; mentre beve champagne con Meryl Streep, la sua attrice preferita; con Sophia Loren; con Liz Taylor; con Sylvester Stallone. Sono foto in bella mostra, i suoi ”momenti di gloria” di Giancarlo Parretti. […] A distanza di anni il ”cameriere” di Orvieto mostra, oltre alle foto, il certificato con cui gli furono consegnate le chiavi di Los Angeles (il 28 febbraio ”91), l’onorificenza che lo nominò plenipotenziario di Papa Giovanni Paolo II (il 23 aprile ”92) e altri riconoscimenti, compresa una laurea honoris causa. La lista della gloria è ricca. Ma è molto corposo anche il capitolo dei momenti bui, scritti nelle cronache giudiziarie che parlano di evasione fiscale, riciclaggio internazionale, falso in bilancio e bancarotta. Accuse che in passato l’hanno più volte portato in prigione. ”Ma sono sempre stato scarcerato”, precisa lui. E, comunque, ”per essere un vero uomo d’affari, bisogna aver conosciuto l’esperienza del carcere. La galera fa parte della vita. E serve a ”ripulirsi’ dagli amici fasulli”. Abita nel cuore di Roma, a palazzo Lazzaroni, a pochi passi da Fontana di Trevi: 500 metri quadrati di casa e ufficio: statue antiche nel cortile e lungo le scale, all’interno pareti affrescate, camini monumentali. La sua scrivania è quella originale di Mayer, il fondatore della Mgm. Domina lo studio immenso, che ospita un plastico che riproduce l’antica Roma. E’ la sua scommessa, ci lavora da anni: una telenovela, intitolata Roma Vetus, tratta dai best seller di Colleen McCullough, da rivendere alle tv del mondo. ”Una Dynasty ambientata nell’antica Roma”, spiega […] Ora dichiara di non possedere più nulla. ”Ho ceduto tutto ai figli”, che hanno quote uguali di una cassaforte lussemburghese. Così, ufficialmente, sono i tre Parretti junior a essere in società con Tarak Ben Ammar e Raimondo Lagostena, vecchio amico di Parretti e proprietario di Profit e Odeon Tv negli Stabilimenti cinematografici pontini, a 20 chilometri da Roma (ex Dinocittà), ribattezzati ”Roma Studios”: 5 teatri dove sono stati girati già due film (di cui l’ultimo di Ermanno Olmi: Cantando dietro i paraventi) e a marzo arriverà Brian De Palma. ”Il mio ruolo? Faccio il consulente, per i figli e per altri. Ma faccio soprattutto il nonno di due nipotini di 2 e 4 anni”. Sono i figli di Valentina, che vive a Los Angeles, ma torna in Italia almeno tre volte all’anno. Mauro Enrico vive a casa con i genitori. Evelyn con il marito nell’appartamento di sopra. La famiglia è rimasta unita, nonostante le vicissitudini. Figlio di un commerciante di vino e di una sarta che con il suo lavoro ha comprato la casa mentre il marito era in guerra, Parretti riconosce che la sua è stata ”una vita sempre in salita, ho fatto tutti i mestieri, cominciando a lavorare a 12 anni: lucidatore, lavapiatti, cameriere, direttore di sala sulla navi come la Queen Elisabeth e l’Achille Lauro, direttore d’alberghi, ma poi anche proprietario di hotel e di una squadra di calcio (il Siracusa), editore con i vari ”diari’ locali, rappresentante del partito socialista italiano a Parigi”. La sua strada si incrocia per la prima volta con quella di un altro finanziere, Florio Fiorini, quando cerca di vendere il gruppo assicurativo milanese (Sapa, Ausonia, Intercontinentale e Veneta) rilevato da Pino Cabassi. ”Gli avevo venduto di fatto Ausonia, prima di cederla a Carlo De Benedettti”, ricorda. Ma ad accendere i riflettori su di lui è l’affare Mgm. A ripensarci sembra un film. Fu Georges Vigon, il numero uno della filiale olandese del Crédit Lyonnais, durante il festival di Cannes dell’87 a proporgli di comprare la Cannon, società immobiliare che aveva diverse sale cinematografiche in tutta Europa, poi ribattezzata Pathé Communication. Ed è sempre con l’’aiuto” del Lyonnais a conquistare Mgm. ”650 milioni di dollari ce li ho messi io. Per finanziarmi mi sono venduto tutto: alberghi, la Renta immobiliare in Spagna, la Pathé a Jérôme Seydoux e le quote del Group Rivaud a Vincent Bolloré. L’altra metà dei soldi ce li ha messi invece il Crédit Lyonnais”. Che poi lo ha scaricato e gli ha tolto la Mgm, la villa ”più bella” di Beverly Hills, gli hotel, gli Stabilimenti cinematografici Pontini. Così da quel momento la battaglia legale con la banca francese si intreccia con gli altri problemi giudiziari. Oggi racconta di aver ”chiarito tutti i guai con il fisco italiano. Assolto in sede penale e civile”. Ma ha altri conti aperti con la giustizia italiana e americana. A Roma contro di lui ci sono due processi per bancarotta. Lui però è ”tranquillissimo”. C’è un procedimento penale negli Stati Uniti e ci sono le cause civili, che lo stesso Parretti ha fatto contro il Crédit Lyonnais. ”Ho vinto la prima causa. Con una transazione mi sono ripreso gli Studios sulla Pontina, roba da 200 miliardi di lire”. Ne restano altre due aperte. Nel frattempo il ”Leone di Orvieto”, come fu chiamato ai tempi della Mgm, guida una Rolls Royce cabriolet che alterna alla Bmw, indossa scarpe nere di coccodrillo, dice di avere il passaporto, di essere libero di viaggiare all’estero, ”spesso in Tunisia, dove ho delle proprietà”. Ma si tiene ben lontano dagli Stati Uniti. E la Mgm ora di nuovo in vendita, è dimenticata? ”Leggere i bilanci è una mia passione, leggerò anche quello. Ma ora voglio fare solo il nonno”» (Giuliana Ferraino, ”Corriere della Sera” 8/1/2003).