Varie, 9 gennaio 2003
LOUSTAU
LOUSTAU Felix Avellaneda (Argentina) 25 dicembre 1922, Avellaneda (Argentina) 5 gennaio 2003. Calciatore • «Una delle ali sinistre più forti della storia del calcio. Giocò nel River Plate dal 1940 al 1957: 365 partite e 101 gol nel campionato argentino con la maglia bianco e rossa, otto tornei vinti, 27 presenze e 10 gol nella Selección. Chiuse l’attività nell’Estudiantes. Fece parte della leggendaria Máquina: così era soprannominata la squadra del River negli anni Quaranta. Muñoz- Moreno- Pedernera- Labruna- Loustau: ecco l’attacco tipo della Macchina, ma per qualche tempo, prima di emigrare in Colombia e poi in Europa, nel quintetto si esibì anche Alfredo Di Stefano. Piccolo di statura, un metro e 64 centimetri, Loustau possedeva due qualità micidiali: un dribbling fulminante e un tiro preciso. Gli affibbiarono diversi soprannomi: El Loco (il Matto) per via del carattere; Chaplin, a causa dei baffetti che portò per un certo periodo; Pistola, per la precisione delle conclusioni. A fine carriera fece coppia con Omar Sivori, poi passato alla Juve. Altra curiosità: a lanciarlo nel River fu Renato Cesarini, l’oriundo della Juve dei primi anni Trenta. Loustau era un duro. In un’intervista degli ultimi anni rispose così a chi gli chiedeva di Maradona: ”Un buon giocatore, ma ai miei tempi c’erano cento Maradona”» (s.v., ”La Gazzetta dello Sport” 8/1/2003).