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 2003  gennaio 08 Mercoledì calendario

Jenkins Roy

• Abersychan (Gran Bretagna) 11 novembre 1920, East Hendred (Gran Bretagna) 5 gennaio 2003. Politico • «Ex ministro dell’Interno e cancelliere dello Scacchiere, primo e unico britannico ad aver ricoperto la carica di presidente della Commissione europea. Cresciuto nelle valli minerarie del Sud- Est gallese, aveva respirato aria laburista sin dall’infanzia, grazie al padre, parlamentare del Labour. La seconda vocazione, quella che l’ha portato a essere sempre un convinto europeista, si sarebbe consolidata soprattutto negli anni della Seconda guerra mondiale, durante la quale servì come capitano di artiglieria nelle forze armate di Sua maestà. La carriera politica iniziò subito dopo il conflitto. Negli anni Sessanta, i primi incarichi di governo, Harold Wilson premier. Fu ministro dell’Aviazione e poi titolare dell’Interno. Ed è soprattutto all’esperienza in questo secondo dicastero che è legato il suo nome: legalizzazione dell’aborto e dell’omosessualità, divorzio più facile, abolizione della censura teatrale e un’ampia serie di riforme che gli valsero il soprannome di ”architetto della società permissiva”. ”Della società civile”, correggeva lui. Nel ’67 ricoprì nel governo di Londra l’incarico di cancelliere dello Scacchiere, poi fu ancora ministro dell’Interno, e di qui, sull’onda del successo nel referendum per tenere la Gran Bretagna n ella Cee, nel 1977 fu eletto alla presidenza della Commissione europea. ”Eminente statista e grande europeo” l’ha definito il suo ultimo successore a Bruxelles, Romano Prodi ”sarà ricordato con stima e affetto” per il suo ”storico ruolo nella nascita dell’euro e il suo costante sostegno agli ideali europei”. Conclusa nell’81 l’esperienza nella Cee, tornò sulla scena politica interna britannica con il progetto di una nuova formazione. E guidò insieme agli altri della ”Gang dei quattro” la fondazione del Partito socialdemocratico. Un successo momentaneo che fu vissuto da molti laburisti come un tradimento: al Labour, ma anche alla working-class britannica, che di quel partito costituiva le radici. Mentre il Labour, negli anni dei governi conservatori di Margaret Thatcher, si spostava a sinistra, lui corteggiava l’elettorato moderato di centro. Chiusa la parentesi socialdemocratica, nominato lord (nel 1987), eletto ”chancellor” dell’Università di Oxford, negli ultimi anni si era avvicinato alle posizioni del New Labour, individuando in Tony Blair l’erede naturale della sua politica. Con una nota negativa finale: negli ultimi tempi, quel progetto riformatore gli sembrava essersi arenato» (A. Cop., ”Corriere della Sera” 6/1/2003).