Varie, 8 gennaio 2003
APICELLA
APICELLA Enzo Napoli 26 giugno 1922 • «[...] un signore [...] in stile molto british, uno di quelli che negli anni della Swinging London ha trasformato il volto di King’s Road, una catena di ristoranti lo definisce ”Legendary Italian designer” perché di locali ne ha già disegnati 144, ”gli ultimi quattro li sto facendo a Boston”. Pittore, giornalista, designer. E vignettista: è stato lui, Enzo Apicella, a firmare la vignetta che ha provocato una crisi diplomatica tra Liberazione e lo Stato di Israele. [...] Ha disegnato il muro israeliano al confine con i territori palestinesi e un cancello identico a quello del campo di sterminio di Auschwitz: al posto del motto nazista ”il lavoro rende liberi”, la scritta ”la fame rende liberi”. [...] Comunista, questo sì, ”dai tempi dell’istituto orientale di Napoli, stavo della Guf ’Benito Mussolini’, non ha idea di che fucina di comunisti e socialisti sia stata”. Ha viaggiato per il mondo, ”in Nicaragua, ai tempi di Ortega, ero inviato per l’Observer e quando si sono perdute quelle elezioni quasi piangevo, là in piazza...”. In compenso conserva un buon ricordo dell’Urss di Breznev, ”mi sono rimasti impressi i negozi per bambini: neanche un’arma, un fucile giocattolo, niente. Si rende conto?”. [...]» (Gian Guido Vecchi, ”Corriere della Sera” 17/5/2006). «Gli è stata attribuita l’invenzione della ”Swinging London” (Lamberto Sechi lo definì lo ”Steinberg italiano”). Quando arrivò a Londra rimase impressionato dal suo grigiore. Negli anni Cinquanta era ancora vittorianissima, le donne erano tutte coperte. Lui è napoletano. Gli piacciono la luce, lo spazio, i colori forti [...] Aveva già alle spalle interessanti esperienze culturali. Aveva lavorato a ”Epoca” con Enzo Biagi, aveva disegnato la rivista ”Melodramma”. La sinistra lo aveva sempre affascinato. Gli piacevano e gli piacciono i partiti realmente rossi. Come quello della divina attrice Vanessa Redgrave. Ma quello che gli è sempre piaciuto è la satira. Il suo senso dell’umorismo napoletano, diventato ”anglo-napoletano” gli avrebbe meritato un posto di rilievo nel Dictionary of Twentieth Century Cartoonists and Caricaturists. Il suo talento emerse al primo impatto con l’Inghilterra. Arrivò da Napoli alla Victoria Station di Londra. Vide la pubblicità della Schweppes. Non gli piacque. Prese carta e penna. Disegnò un fachiro con il flauto magico. Dalla cesta invece dei serpenti uscivano bottigliette della celebre acqua tonica. Alla Schweppes furono entusiasti. Gli diedero seicento sterline, cifra a quell’epoca favolosa, per il copyright. Un giorno a Hyde Park, mezzo addormentato, ascoltò la conversazione di due camerieri, Mario e Franco, che volevano aprire un ristorante. Enzo si mise a disegnare. Preparò il piano per La Terrazza. I due ragazzi subito decisero di seguire i suoi consigli. La Terrazza divenne il primo ristorante italiano elegante, luminoso, allegro. Cominciarono a frequentarlo i personaggi che emergevano negli anni Sessanta: dai Beatles, a Mary Quant a Christine Keeler. Tutti cominciarono a chiedergli progetti per i loro locali [...] Ritiene che ”l’atmosfera fa l’uomo e specialmente la donna”. Ha creato suoi propri locali. Ma non li ha mai considerati pubblici esercizi. Preferisci trattarli come ritrovi d’amici [...] Le sue vignette sono state riprese in Inghilterra dall’’Economist”, dall’’Observer”, dal ”Guardian” e dalla rivista mondana ”Harper’s and Queen”. In Italia lavora da anni per ”Liberazione”» (Alberto di Altamura, ”Panorama” 11/7/2002).