varie, 6 gennaio 2003
Tags : Tonino (Antonio) Angelucci
Angelucci ToninoAntonio
• Sante Marie (L’Aquila) 16 settembre 1944. Immobiliarista. Nel 2008 eletto alla Camera (Pdl) • «Fa l’immobiliarista da quando questa parola neanche esisteva. La sua famiglia possiede il mitico Bottegone. Ha provato a salvare l’Unità prima del fallimento. Controlla una banca come Capitalia. l’editore del quotidiano italiano che negli ultimi anni ha incrementato di più il proprio numero di copie: Libero. Però controlla anche il 49% del Riformista e non è escluso che possa comprarne anche l’altra metà. Ha iniziato come portantino al San Camillo e oggi è ”il re delle cliniche private”. Possiede il primo gruppo ospedaliero italiano privato (il secondo in Europa). Ha 5mila dipendenti tra cui il fratello del vicepremier Gianfranco Fini. Gode dell’amicizia dell’attuale direttrice dei Servizi parlamentari della Rai Anna La Rosa, che si pavoneggia con gli amici di un orologio rosa con brillanti da lui regalato. Ma è un buon amico anche del ministro della sanità Francesco Storace e del presidente Ds Massimo D’Alema. Su ordine di Rosi Bindi (quando era ministro della sanità) è riuscito a strappare a Don Verzé l’ospedale San Raffele di Roma e sei mesi dopo lo ha rivenduto allo stato guadagnando 50 miliardi. Come poteva mancare nel prossimo parlamento un simile ”self made man”? Clemente Mastella infatti voleva candidare [...] Angelucci tra i cinque centristi paracadutati sotto il simbolo dell’Ulivo. Peccato. Perché ”il re” [...] gli ha risposto picche» (m. ba., ”il manifesto” 16/2/2006). «Se fosse nato in America la sua sarebbe la tipica storia dell’uomo fattosi da sé. Nascita in un paesino abruzzese, inizi all’ospedale da portantino e consacrazione, dopo anni di fatiche, come re delle cliniche. Verrebbe quasi da raccontarla come la storia di un Ross Perot nostrano, quella di Angelucci da Sante Marie, provincia di L’Aquila. Poi scopri che la sua scalata non comincia nei corridoi dello Spallanzani ma dalle stanze della Uil e ti chiedi: ma Perot era iscritto alla Uil? […] Inizia la sua avventura assieme ad alcuni sindacalisti che poi perderà per strada. Personaggi come Corrado Cilio, che oggi di quegli anni non vuole parlare. Sotto l’ala del potente segretario confederale Bruno Bugli, i ragazzi della Uil fanno strada. Lui è il più in gamba e, con l’appoggio dei socialisti che si succedono all’assessorato alla Sanità del Lazio, riesce a trasformare alcuni cronicari in crisi in cliniche di riabilitazione con tanto di convenzione. Poi con Tangentopoli i referenti politici cambiano. Se provassimo a mettere in partita doppia il rapporto tra la familia Angelucci e i Ds, al dare troveremmo molte cose. La partecipazione suicida (con una quota del 24,5 per cento) agli ultimi mesi di vita dell’’Unità”. I 3 miliardi 250 milioni versati ai Ds e i finanziamenti alla fondazione Italianieuropei di Massimo D’Alema […] Nell’avere, però, Angelucci ha molto di più: il via libera all’acquisto del San Raffaele con un guadagno di 45 miliardi» (Marco Lillo, ”L’Espresso” 15/2/2001).